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RISPARMIO ENERGETICO

Rinnovabili non fotovoltaiche, col nuovo metodo di calcolo 800 milioni in più

di Paola Mammarella
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Via libera della Conferenza Unificata al decreto del Mise che farà retrocedere il contatore degli incentivi

Vedi Aggiornamento del 24/08/2016
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09/11/2015 – Gli incentivi alle fonti rinnovabili non fotovoltaiche saranno calcolati in modo diverso per consentire l’accesso ad un maggior numero di operatori.
 
La Conferenza Unificata ha dato il via libera alla bozza di decreto che, come reso noto dal sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Simona Vicari, prevede 800 milioni di euro, 400 milioni all’anno, per il biennio 2015-2016. 

Anche se il tetto degli incentivi rimane fisso a 5,8 miliardi di euro all’anno e se il limite è stato quasi raggiunto, il nuovo metodo di calcolo farà in pratica retrocedere il contatore, consentendo l’accesso ad altri investitori che hanno realizzato impianti alimentati da energie rinnovabili. L’aggiornamento si è reso necessario per tenere in considerazione l’evoluzione del prezzo di mercato dell’energia e le date presunte di entrata in esercizio degli impianti inseriti nelle graduatorie.
 
In base al DM 6 luglio 2012, il calcolo del costo cumulato degli incentivi prende come riferimento la produzione annua netta incentivabile o la producibilità se gli impianti non sono ancora entrati in esercizio.  Con il nuovo sistema, invece, viene considerata sempre la producibilità, basata sulla produzione storica dell’impianto o, se questo dato non è disponibile, sulla produzione storica di impianti omogenei.  Questo significa che nella stima sul raggiungimento del tetto annuale di 5,8 miliardi impatta l’effettiva performance dell’impianto, che può dipendere da vari fattori, e non viene dato per scontato che questo produca energia a pieno ritmo.
 

Incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche

Il decreto cesserà di avere effetti trenta giorni dopo il raggiungimento della soglia di 5,8 miliardi o comunque entro il 31 dicembre 2016.

L’accesso agli incentivi avverrà direttamente per i piccoli impianti e attraverso le aste e i registri per quelli di potenza maggiore. Per quanto riguarda le aste, i contingenti di potenza saranno ripartiti in 800 MW per l'eolico onshore, 30 MW per l'eolico offshore, 20 MW per la geotermia, 100 MW per il solare termodinamico, 50 MW per le biomasse. 
 
Nelle procedure per accedere agli incentivi, saranno escluse le offerte di riduzione inferiori al 2% della base d'asta e quelle superiori al 40%.
 
Nell’ambito dei registri, i contingenti saranno 60 MW per l'eolico a terra, 80 MW per l'idroelettrico, 30 MW per la geotermia, 90 MW per le biomasse, 6 MW per gli impianti a moto ondoso, 20 MW per il solare termodinamico.
 

Energie rinnovabili, i prossimi step

Il sottosegretario Simona Vicari ha annunciato che ora il Governo si metterà “subito al lavoro per disciplinare i meccanismi incentivanti relativi agli investimenti da effettuare dal 2017 in linea con le indicazioni dell’UE le quali prevedono che una percentuale di almeno il 27% della produzione di energia derivi da fonti rinnovabili”. Simona Vicari ha infine sottolineato che “l’obiettivo del 17% al 2020  grazie alla nostra capacità di innovazione tecnologica e agli incentivi già operativi è stato raggiunto con largo anticipo”.

Per l’approvazione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta resta ora da incassare il parere della Commissione Europea.
 
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