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URBANISTICA

500 milioni per le periferie, INU: ‘ottima notizia’

di Rossella Calabrese

Gli urbanisti propongono un’azione complessiva di rigenerazione urbana basata sugli ecobonus

Vedi Aggiornamento del 18/02/2016
26/11/2015 - Lo stanziamento di 500 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie è un’ottima notizia.
 
A dirlo, in relazione al recente annuncio del presidente del Consiglio, è l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) “convinto che il contrasto all’esclusione sociale, da cui spesso nascono i germi della criminalità e del terrorismo, passi per la predisposizione di azioni che combattano il degrado sconfortante che talora si riscontra in alcune aree delle nostre città”.
 
“Tanto ne siamo convinti - spiega la Presidente dell’INU Silvia Viviani - che sosteniamo la necessità che la rigenerazione urbana diventi una pratica sostenuta da una programmazione costante e diffusa sul territorio. Non bisogna accontentarsi di lasciarla a buone pratiche sporadiche, tanto lodevoli quanto isolate. Occorre far convergere risorse pubbliche e private, incentivi e investimenti”.
 
L’INU dunque ribadisce la sua proposta: potenziare gli ecobonus, che tanto bene stanno rendendo nell’ambito del rinnovo delle unità immobiliari, ed estenderli alla scala della città, per la rigenerazione di quartieri e complessi urbani.
 
Secondo gli urbanisti, si tratta di rimodulare gli standard del DM 1444/1968 (pensati per un mondo che faceva dell’espansione edilizia un suo obiettivo, e per accompagnare questa alla realizzazione di un minimo di servizi di pubblica utilità) e fare in modo che tengano conto di fattori come l’inclusione sociale, la resistenza agli eventi meteorologici estremi, la qualità del suolo, l’innovazione tecnologica, in sintesi tutti i nuovi bisogni della cittadinanza e della società contemporanea, che le nostre vecchie periferie non sono oggi in grado di soddisfare.
 
I nuovi minimi inderogabili di qualità urbana - spiega Viviani - soddisfano nuovi bisogni e aumentano i valori dei suoli urbani e del patrimonio immobiliare che ne riceve benefici. I Comuni si occuperebbero di circoscrivere le aree di intervento, alle quali verrebbero assegnati i nuovi ecobonus, e sulle quali possono essere fatti convergere anche i fondi europei assegnati agli assi urbani, per azioni di efficienza energetica, smartness, inclusione.
 
Sarebbe più facile, in questo modo, promuovere gli investimenti dei privati. È un ciclo virtuoso, possibile, che può dare il via alla nuova economia urbana. Cessata l’espansione edilizia, inizia il lavoro complessivo di recupero e rigenerazione, complessa ma completa - conclude l’INU.
 
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