Carrello 0
Belgio: il Nuovo Municipio di Gembloux firmato demogo
ARCHITETTURA

Belgio: il Nuovo Municipio di Gembloux firmato demogo

di Cecilia Di Marzo

Un arricchimento urbano che utilizza l’idea di una nuova centralità

09/12/2015 - Lo studio trevigiano demogo (Simone Gobbo, Alberto Mottola e Davide De Marchi) si è da poco aggiudicato con questo progetto il Premio “Giovane talento dell’architettura italiana 2015”. Si tratta del progetto del Nuovo Municipio di Gembloux in Belgio, frutto del concorso di progettazione Europan10. 

Gembloux è una città medievale della Vallonia, che si caratterizza per il valore storico di alcune preesistenze: il Beffroi (torre campanile patrimonio dell’Unesco), l’Église Décanale e la Maison du Bailly. La città ha deciso, attraverso l’adesione al concorso Europan, di avviare un processo di rinnovamento urbano a partire proprio dal progetto per la sede del nuovo municipio. 

“La nostra risposta” dicono i progettisti “è stata quella di immaginare un luogo emblematico in cui enfatizzare ancor più questi simboli, intendendoli come prolungamenti del progetto stesso, punti focali della città, elementi sui quali innestare la nuova opera. 
Uno dei temi fondamentali è stato la ricomposizione delle interazioni tra parco e città: il parco è diventato uno spazio di condivisione, mentre il nuovo municipio una quinta su cui guardare attraverso. 

Il nuovo edificio s’innesta nel nucleo urbano irregolare presente sulla Place de l’Hotel de Ville, creando una ricucitura con il tessuto esistente, offrendo così la possibilità di dedicare tutto il lato sud al Parc d’Epinal, un giardino pensato come un parco urbano aperto alla città.
Le viste generatrici sui simboli di Gembloux frammentano il nuovo polo amministrativo in parti più piccole in conformità con la scala urbana e creano un programma funzionale diviso in più ambiti.

I nuovi frammenti, interamente rivestiti in rame, si sedimentano ed emergono dalla superficie irregolare del parco sfruttando le variazioni altimetriche e costituiscono una sequenza articolata di spazi pubblici complementari l’uno all’altro. I corpi attraverso la loro giustapposizione generano dei diaframmi vitrei, vuoti sospesi all’interno della relazione tra le parti, luoghi di transizione, di movimento e di percezione del paesaggio urbano. 

Si tratta di un arricchimento urbano che utilizza l’idea di una nuova centralità: quella che dialoga, che completa, che rivela al di là di se stessa il carattere di ciò che la circonda. Un’opera che entra in risonanza, anche matericamente, con la voce antica della città, stabilendo un’interazione mutevole nelle differenti condizioni atmosferiche e di luce dello spazio circostante”.

 

 

 

© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Bonus per la casa, come migliorarli? Leggi i risultati