Carrello 0
NORMATIVA

Imu e Tasi dimezzate per le case in comodato d’uso ai figli

di Alessandra Marra

Stabilità 2016: salta l’esenzione totale ma si prevede l’estensione del beneficio alle seconde case nello stesso comune

Vedi Aggiornamento del 01/06/2016
18/12/2015 – Le prime e le seconde case date in comodato d’uso ai figli a certe condizioni potranno usufruire dello sconto del 50% su Imu e Tasi.
 
A prevederlo sono due emendamenti al disegno di Legge di Stabilità 2016, approvati dalla commissione Bilancio alla Camera.
 

Imu e Tasi: salta l’esenzione totale e si allarga la platea

Salta però l'esenzione totale di Imu e Tasi prevista in precedenza dal disegno di Legge di Stabilità approvato al Senato per le prime case date in comodato d'uso a figli o genitori nei casi in cui il proprietario dell’abitazione fosse possessore solo dell’immobile da concedere in comodato.

La modifica al ddl Stabilità 2016 inserita alla Camera invece prevede una riduzione del beneficio ma un allargamento delle platea dei beneficiari.
 
Infatti la riduzione del 50% si applicherà anche nel caso in cui il comodante, oltre all'immobile concesso in comodato, possieda un altro immobile nello stesso comune. In questo modo si estenderà lo sconto alle seconde case date in comodato a figli o genitori che l’adibiscano ad abitazione principale.
 
Per accedere al beneficio però sarà necessario che il contratto sia registrato e che gli immobili in questione non siano di lusso, ovvero che non appartengano alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. 
 

Tasse sulla casa: le misure previste

Tra le misure già previste nel disegno di Legge di Stabilità 2016 anche lo sconto del 25% su Imu e Tasi per i proprietari di una seconda casa che decideranno di affittarla a canone concordato a un soggetto che la utilizzerà come abitazione principale.
 
Ricordiamo inoltre che il provvedimento del Governo prevede anche l’esenzione totale da Imu e Tasi per l’abitazione principale che non sia classificata come immobile di lusso.  

 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
valerio mecacci

come al solito si promulgano leggi in aggiunta a qulle già esistenti, gia in numero eccessivo, inserendo condizioni e normative sempre più astruse la cui interpretazione diviene complicata e sempre suscettibile dell'applicabilità di sanzion. Ma smettiamola e facciamo leggi chiare, semplici ed allicabili senza la facoltà di interpretazioni che come al solito vanno sempre più ad ingigantire questo cancro della burocrazia.

thumb profile
Salvatore

Il mio commento è stato prodotto prima del tempo dovuto, quando cioè ancora non ero a conoscenza del testo definitivamente approvato dal Senato, per cui mi sono basato ed ho fatto affidamento esclusivamente sui contenuti dell’articolo di Alessandra Marra del 18/12/2015. L’autrice però, pur dando l’impressione di conoscere in anticipo la versione definitiva, o almeno parte di essa, ha comunque tralasciato di fare riferimento ai benefici che precedono la parola “anche”, quelli cioè meglio indicati nell’art.10 del testo definitivo, benefici subordinati alle seguenti condizioni (es. possesso di un solo immobile in Italia, obbligo di residenza anagrafica e dimora, obbligatorietà di registrazione nel caso in cui il comodatario utilizzi l’immobile come abitazione principale), inducendomi quindi in errore. In buona sostanza, essa ha evidenziato un allargamento della platea dei beneficiari, senza soffermarsi sulla questione principale del trattamento riservato alla platea esistente. Il testo definitivo è comunque chiaro ed esaustivo e non dà adito ad alcuna incertezza interpretativa, per cui chiedo venia per il mio scritto, mosso soltanto dal desiderio di evitare che fossero approvate norme senza un nesso logico e dai contenuti equivoci. Come le sconclusionate versioni precedenti, quando si proponeva che lo sconto valesse solo per chi ha due immobili o quando si temeva che il proprietario dovesse nel 2015 aver abitato nella casa da cedere al parente.

thumb profile
Salvatore

Leggo, nell'articolo di Alessandra Marra del 18/12/2015 "IMU e Tasi dimezzate per le case in comodato d'uso ai figli", che la prevista modifica al ddl Stabilità 2016 consisterebbe in una riduzione del 50% dell'IMU e Tasi “ANCHE” nel caso in cui il comodante, oltre all'immobile concesso in comodato, POSSIEDA un altro immobile nello stesso comune. Osservo che, grazie all’infelice e inappropriata scelta che gli addetti ai lavori fanno nell’adoperare la parola “possieda” piuttosto che altra terminologia come proprietà, uso o abitazione da impiegare secondo il criterio “ubi voluit dixit”, non andrà a beneficiare della norma il soggetto che si trova nella condizione di essere già residente e coabitante con la moglie in casa "quale abitazione principale" di proprietà esclusiva della stessa moglie (che può sbatterlo fuori quando vuole). Infatti, il marito possiede in regime di separazione dei beni solo la proprietà di una "seconda casa a disposizione" ma che sostanzialmente per lui è la prima, quella cioè che vorrebbe, interpretazioni grammaticali permettendo, dare in comodato a un figlio. Il bisticcio nella terminologia ha di fatto invertito i ruoli dei due immobili, tanto da non capire quale sia l’immobile da concedere in comodato da quale sia quello in cui si abita attualmente e, dulcis in fundo, quale sia il beneficio da premettere alla parola “anche”. Infine, ma ciò non c’entra con quanto sopra, io penso che un immobile da concedere in comodato a un figlio non debba per forza essere prima stato abitato dal padre. Non ci resta che sperare in una riformulazione della norma in modo meno equivoco, poiché l’ultima versione agevolerebbe soltanto i possessori degli immobili di lusso nello stesso comune che in origine erano assoggettati all’intera IMU, mentre non avrebbe nessuna riduzione chi possiede in proprietà piena soltanto la casa da dare in comodato.


x Sondaggi Edilportale
Bonus per la casa, come migliorarli? Leggi i risultati