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Obbligo di POS, proposte sanzioni fino alla sospensione dell’attività professionale

Obbligo di POS, proposte sanzioni fino alla sospensione dell’attività professionale

Stabilità 2016: incentivi per chi si adegua e commissioni ridotte per i micropagamenti fino a 5 euro e aumento a 3mila euro del tetto per il contante

Vedi Aggiornamento del 30/12/2021
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 30/12/2021
02/12/2015 - Sanzioni da 1000 euro fino alla sospensione dell’attività professionale per chi non rispetta l’obbligo di dotarsi del POS. Ma anche incentivi per i professionisti che si adeguano e commissioni ridotte al minimo per i micropagamenti sotto i 5 euro.
 
Sono le proposte contenute in alcuni emendamenti del Pd al disegno di Legge di Stabilità per il 2016.
 

Obbligo di POS, come potrebbe cambiare

Al momento, in base alla Legge 221/2012 e al DM 24 gennaio 2014, l’obbligo di accettare la moneta elettronica si applica ai pagamenti per l’acquisto di prodotti o la prestazione di servizi di importo superiore a 30 euro, e vale per tutti i professionisti e imprese, a prescindere dal fatturato. D’altra parte, però, non sono previste sanzioni per chi non ottempera. All’inizio dell’anno sono state proposte multe fino a 1500 euro o alla sospensione dell'attività professionale per chi non si adegua. Il disegno di legge che ha previsto queste misure si è però arenato in Parlamento.
 
Un emendamento al ddl Stabilità 2016 riprende i contenuti del disegno di legge rimasto lettera morta proponendo una multa di 1000 euro per chi non accetta pagamenti con carte di credito e bancomat anche di piccolo importo. Il trasgressore avrebbe poi l’obbligo di dotarsi del Pos entro 30 giorni e di comunicarlo alla Guardia di Finanza entro 60 giorni. Il mancato adeguamento o la mancata comunicazione farebbero scattare una sanzione doppia. Se anche questa volta non ci fosse un adeguamento entro 30 giorni, la Guardia di Finanza potrebbe disporre la sospensione dell’attività professionale.
 
Accanto alle sanzioni, sono stati proposti incentivi per professionisti e commercianti che si dotano del POS. Sono previste detrazioni del 100% dall’imposta netta del costo di ogni terminale POS acquistato nel 2016 fino ad un massimo di 100 euro  per ogni terminale.
 

Micropagamenti fino a 5 euro

Un altro emendamento prevede la riduzione delle commissioni sui pagamenti sotto i 5 euro in modo da diffondere al massimo la cultura dell’e-payment. I prestatori dei servizi di pagamento dovrebbero definire le soglie entro il 1° aprile 2016. Le commissioni massime dovrebbero raggiungere i 7 millesimi per la carte di debito e un centesimo per quelle di credito.
 

Circolazione del denaro contante

Il tetto per i pagamenti in contanti potrebbe salire da mille a 3mila euro. In Senato c’era già stato un tentativo di elevare questa soglia, ma non era andato a buon fine. La proposta sembra in controtendenza con quelle sull’obbligo del Pos, ma per il deputato Pd Sergio Boccadutri “è una questione di libertà di scegliere come pagare”.
 

I commenti

Secondo la Cgia Mestre, in attesa di far scattare le sanzioni si dovrebbe trovare un accordo con gli istituti di credito per sterilizzare i costi a carico degli esercenti e bisognerebbe escludere i soggetti che lavorano esclusivamente con altre imprese o con le Amministrazioni, che già hanno forme di pagamento tracciabili, e alcune categorie di artigiani che si recano presso la dimora o l’immobile del committente, come idraulici, elettricisti, falegnami, antennisti, manutentori di caldaie.ù

Per Confesercenti, “Se si vuole favorire la moneta elettronica, obiettivo condiviso anche dai commercianti, visto il costo ed i rischi connessi alla gestione del contante, bisogna abbassare le commissioni per imprese e consumatori. Se invece l'obiettivo è aumentare la tracciabilità, si dovrebbe piuttosto puntare sull'invio telematico dei corrispettivi, ma occorre sempre tenere presente che, soprattutto in questa fase delicata, l'introduzione della tracciabilità totale non deve portare a nuovi aggravi per le imprese”.

 
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