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Professionisti, il PD assicura: ‘accederanno ai fondi europei’

di Paola Mammarella

La possibilità di usufruire delle risorse Fse, Fesr, Pon e Por non sarà cancellata ma disciplinata nel Jobs Act degli autonomi

Vedi Aggiornamento del 08/06/2018
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10/12/2015 – Assicurare l’accesso di tutti i professionisti ai fondi europei affrontando l’argomento in un provvedimento ad hoc sul lavoro autonomo. È la rassicurazione dell’on. Pd Alessia Rotta  a margine della discussione sul disegno di Legge di Stabilità per il 2016, al momento al vaglio della Commissione Bilancio della Camera prima di approdare in Aula la prossima settimana.
 
Il dibattito è stato innescato la scorsa settimana, quando un emendamento al ddl Stabilità 2016 ha indotto i professionisti a temere per la loro esclusione dai fondi europei Fesr, Pon e Por.
 

Professionisti e Fondi europei Fse, Fesr, Pon e Por

Tutto è iniziato col comma 474 del maxiemendamento al ddl Stabilità 2016, con cui i professionisti sono stati equiparati alle piccole e medie imprese per l'accesso ai fondi strutturali europei FSE e FERS e ai piani operativi POR e PON, previsti nella programmazione 2014/2020. Il testo cancella qualunque restrizione basata sulla forma giuridica con cui viene esercitata l’attività economica.
 
Un emendamento presentato dall’on. Alessia Rotta ha però proposto la cancellazione di questa disposizione. Il motivo, sostenuto dall’on. Rotta e supportato dal Coordinamento libere associazioni professionali (Colap) è che la formulazione della norma non è chiara e sembra riservata solo alle professioni regolamentate, cioè quelle che prevedono un percorso formativo riconosciuto e l'iscrizione ad un Albo. Si rischierebbe quindi l'esclusione dei professionisti associativi, vale a dire quelli non tutelati dall'appartenenza ad un Albo, che non seguono un corso di studi ad hoc e non hanno una Cassa previdenziale specifica.
 

Fondi Ue, botta e risposta con i professionisti

In un primo momento Confprofessioni, Confassociazioni, Acta e Alta Partecipazione, non si sono mostrati convinti dalle motivazioni addotte e hanno definito la decisione “un clamoroso dietrofront”.
 
Successivamente anche Confedertecnica, che riunisce e rappresenta i liberi professionisti tecnici, ha commentato la proposta bollandola come “atto inconsulto, nel duplice senso di decisione improvvida e senza senso, ma anche di conseguenza della mancanza di consultazione e di rapporti tra il Pd e le associazioni di categoria interessate”.
 
Sul versante opposto, l’on. Alessia Rotta ha difeso la sua posizione rassicurando professionisti e associazioni. “Le cose non stanno come hanno scritto le associazioni - ha precisato dalla sua pagina Facebook - L'emendamento presentato al Senato escluderebbe infatti i lavoratori non ordinistici e limita l'accesso ai bandi europei, escludendo i bandi della Pubblica amministrazione. Si creerebbe, come al solito una discriminazione tra professionisti di serie A e di serie B”.
 
“Per fare una norma più completa – ha aggiunto - pensiamo sia corretto inserire la questione in una legge complessiva”. Il contenitore potrebbe essere il Jobs Act dei lavoratori autonomi, collegato alla Legge di Stabilità 2016. La norma dovrebbe intervenire anche sulle tutele dei liberi professionisti, come maternità e congedi parentali, e sulla possibilità di dedurre dal reddito le spese per la formazione e l’aggiornamento professionale.


 

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