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CTU, Governo: 'i compensi si adegueranno al costo della vita'

di Paola Mammarella

Il Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri ha annunciato l’introduzione di meccanismi perequativi legati all’inflazione

Vedi Aggiornamento del 19/05/2017
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07/12/2015 – I compensi dei consulenti tecnici d’ufficio (CTU) saranno aggiornati, ma molto probabilmente l’adeguamento si limiterà al costo della vita. È quanto è emerso durante il convegno “Il ruolo dell’ingegnere nel sistema giustizia”, organizzato stamane dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma.
 
Secondo il sottosegretario alla giustizia, Cosimo Maria Ferri, intervenuto al convegno, nel decreto che ridisegnerà i parametri delle retribuzioni dei CTU ci saranno “meccanismi perequativi per garantire che la liquidazione dei compensi rispecchi sempre la dignità della prestazione svolta”.
 
Questo significa adeguare i compensi all’inflazione e agli aumenti registrati nel costo della vita. Il decreto, messo a punto dopo anni di attesa, che è ora all’esame della Ragioneria generale dello Stato, introdurrà quasi sicuramente anche una quota di compenso minimo che non sarà possibile chiedere indietro al professionista.
 
Le misure cercano di risolvere il problema del taglio dei compensi e del rinvio dei pagamenti previsti dalla Legge 132/2015, in base alla quale il CTU nominato per valutare gli immobili pignorati, non può chiedere acconti superiori al 50% del compenso calcolato sulla base del valore di stima dell’immobile. La parcella intera va invece conteggiata sul valore di vendita. Questo vuol dire che il professionista potrà ottenere il pagamento completo per tutto il servizio svolto solo se e quando la vendita sarà andata a buon fine. Ma non solo, perché calcolando il compenso sul prezzo di vendita e non su quello stimato, la parcella potrebbe abbassarsi notevolmente e il professionista potrebbe trovarsi nella situazione di dover restituire parte del compenso percepito come anticipo.
 
Oltre a queste difficoltà, in generale il calcolo delle parcelle dei CTU crea spesso dei dubbi, tanto che nei giorni scorsi il Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI) ha diramato una circolare con le istruzioni per la compilazione della nota di liquidazione del compenso.
 
Per una determinazione chiara e trasparente dei compensi il CNI ha proposto l’adozione di un protocollo che faccia chiarezza nei metodi per la determinazione del compenso. Al momento ce ne sono tre. Il primo prevede onorari variabili da un minimo a un massimo e presuppone valutazioni sulla difficoltà, la completezza e il pregio della prestazione, il secondo prevede onorari a percentuale, che vanno calcolati sul valore della causa, e il terzo contiene onorari a tempo, da utilizzare solo se il ricorso agli altri due metodi risulta impossibile e basandosi sul sistema delle vacazioni.

 

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