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Professionisti, Adepp: ‘dal 2007 redditi crollati del 18%’

di Alessandra Marra

Rapporto sulla previdenza privata: reddito medio sotto i 30mila euro, giovani fermi a 12mila, disparità tra nord e sud e tra donne e uomini

Vedi Aggiornamento del 31/01/2017
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17/12/2015 – Professionisti sempre più poveri. Dal 2007 al 2014 i redditi sono crollati del 18% e sono fermi a 28 mila euro l’anno.

A certificarlo l'Associazione delle Casse di Previdenza Private (Adepp), che nel suo V rapporto sulla previdenza privata spiega come il reddito medio degli iscritti sia "crollato".
 

Redditi dei professionisti: crollo dopo la crisi

Il rapporto mette in evidenza come sia cambiata la situazione dal 2007 (prima della crisi) al 2014; il reddito medio infatti ha subito una perdita,in termini reali, del 18,35%.

Considerando il valore al netto dell'inflazione, il reddito medio dei liberi professionisti iscritti all'Adepp è sotto quota 30 mila, fermandosi a 28.960,02 euro annui.
 
Il rapporto evidenzia però che per l’anno 2014 le fasce d’età con i redditi medi più elevati sono quelle comprese tra i 50 anni e i 65 anni. Al contrario, le fasce in cui sono presenti i redditi medi più limitati sono quelle comprese tra i 25 e i 40 anni d’età.
 
I giovani professionisti fino a 35 anni guadagnano tra il 25% e il 35% del reddito di un loro collega con età compresa tra i 55 e i 60 anni. Infatti il reddito dei professionisti dai 25-30 anni si attesta (al lordo) intorno ai 12.469/anno e dai 30-35 anni si attesta a 17.852/anno, per arrivare ai 47.524/anno per i professionisti tra i 50-55 anni.

Il rapporto mette in luce che tra le categorie maggiormente maggiormente colpite dalla crisi ci sono gli architetti; infatti gli iscritti ad INARCASSA hanno subito un decremento del reddito nominale del 17,3% nel periodo 2005-2014
 

Redditi dei professionisti: disparità tra regioni e per donne

Secondo il rapporto vi è una considerevole disparità di reddito tra le diverse regioni: quelle del Sud Italia si attestano su livelli di reddito decisamente distanti rispetto a quelle del nord e in particolare della Lombardia (Regione di riferimento). Basti pensare che Calabria, Molise, Sardegna, Sicilia e Basilicata si assestano su valori di reddito compresi tra il 35% e il 39,3% del reddito medio dichiarato in Lombardia.

La situazione più preoccupante si registra in Calabria dove un professionista guadagna il 65% in meno rispetto al reddito di un professionista lombardo. Invece, in Trentino Alto Adige un professionista dichiara quasi lo stesso reddito di un professionista della Regione Lombardia.
 
L’Adepp ha analizzato anche la disparità presente tra i redditi medi dei professionisti donne e quelli dei loro colleghi uomini. L’indicatore di disparità per sesso (calcolato rapportando il reddito degli iscritti di reddito femminile al reddito degli iscritti di sesso maschile) tendenzialmente cresce nel periodo 2010-2014 nella maggior parte delle Regioni.
 
Nello specifico, in Campania, Lazio, Liguria e Valle d’Aosta le professioniste hanno un reddito medio compreso tra il 51,6% e il 55% del reddito dei colleghi maschi. Questo sta a significare che le donne guadagnano circa la metà degli uomini. Le altre regioni si attestano su valori dell’indicatore compresi tra il 55% e il 68,1%. 
 

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