13/01/2015 - Maggiori tutele per professionisti e lavoratori autonomi, accesso ai bandi pubblici, detrazione delle spese di formazione e nuove misure per evitare la disparità di peso contrattuale tra committente e lavoratore autonomo.
Queste alcune misure contenute nella bozza del collegato alla Legge di Stabilità 2016 che intende riordinare il lavoro autonomo (noto anche come
Jobs Act degli autonomi)
e che sarà presentato dal Governo entro fine gennaio, come riportato da Confprofessioni, soggetto coinvolto nella stesura del testo.
Jobs Act degli autonomi: le novità per le Partite Iva
Il provvedimento conferma l’intento della
Legge di Stabilità per il 2016 di
aprire le porte dei bandi pubblici, sino ad oggi riservati esclusivamente alle aziende, anche ad autonomi e professionisti.
Di conseguenza i professionisti potranno partecipare ai bandi pubblici indetti dalle varie amministrazioni
senza l’obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio o l’affiliazione ad una società.
La norma renderà possibile
detrarre il 100% delle spese sostenute per l'aggiornamento professionale, come corsi obbligatori, master e spese di iscrizione a convegni e congressi, fino a 10 mila euro l’anno.
Anche le spese sostenute per
servizi personalizzati di certificazione di competenze, orientamento, ricerca, addestramento, sostegno all'autoimprenditorialità, formazione o riqualificazione professionale erogati da organismi accreditati saranno deducibili interamente dal reddito entro il limite annuo di 5 mila euro.
Inoltre i liberi professionisti e lavoratori autonomi potranno stipulare polizze assicurative, il cui costo sarà totalmente detraibile, per
"recuperare" il mancato pagamento delle proprie parcelle.
Il provvedimento prevede anche una stretta contro la
disparità di peso contrattuale tra committente e lavoratore autonomo, frenando clausole vessatorie e abusive a danno del professionista.
Ad esempio,
sarà vietata la rescissione senza preavviso e unilaterale dei contratti senza un adeguato risarcimento; sarà considerato illecito un patto che riservi al solo committente la facoltà di modificare le condizioni del contratto nonché il patto che disponga
termini di pagamento superiori ai 60 giorni dalla data di ricevimento da parte del committente della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente.
Previsto anche
lo sportello per gli autonomi sul mercato del lavoro, presso i centri per l'impiego e gli organismi accreditati, per la raccolta delle offerte e domande di lavoro autonomo, per fornire informazioni a professionisti e imprese, per fornire informazioni relative alle procedure per l'avvio di attività autonome e per le eventuali trasformazioni, per l'accesso a commesse e appalti pubblici, nonché sulle opportunità di credito e agevolazioni pubbliche nazionali e locali.
Novità anche sul fronte previdenziale: in caso di malattia di gravità tale da impedire lo svolgimento della professione per più di 60 giorni, si prevede la
sospensione del versamento degli oneri previdenziali per l'intera durata della malattia fino a un massimo di due anni.
Al termine della malattia, il lavoratore potrà pagare il debito previdenziale relativo al periodo di sospensione
in rate mensili nell'arco di un periodo pari a tre volte quello di sospensione.
Un'altra novità concerne
l'indennità di maternità che diventa di diritto erogabile alla lavoratrice, indipendentemente cioè da una effettiva astensione dall'attività di lavoro; basterà una domanda all'Inps per ricevere la liquidazione dell'indennità di maternità.
Per il
congedo parentale la norma eleva a sei mesi (attualmente sono tre) il periodo di tutela e allunga il periodo di fruizione (da un anno) fino a tre anni di vita del bambino equiparando di fatto gli autonomi ai lavoratori dipendenti.
Jobs Act degli autonomi: a chi si applicherà
La norma si applicherà a tutti i rapporti di lavoro autonomo, con esclusione di imprese e piccoli imprenditori artigiani e commercianti iscritti alla camera di commercio.
Le norme dovrebbero, pertanto, riferirsi agli
iscritti agli ordini professionali e a tutti i titolari di Partita Iva senza un proprio albo di riferimento.
Alcune delle disposizioni però non potranno riguardare gli iscritti a ordini professionali, come quelle relative alla previdenza, perché
ciascun Ordine ha una sua cassa previdenziale che prevede regole specifiche relative anche alla malattia e alla maternità.