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Valpolicella: la nuova cantina vinicola Zýme di AcMe Studio
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Valpolicella: la nuova cantina vinicola Zýme di AcMe Studio

di Cecilia Di Marzo

'Vino' come sintesi tra la terra, l’energia del sole, l’uomo e il suo lavoro

11/02/2016 – La nuova cantina vinicola Zýme è incastonata sul sito di un’antica cava quattrocentesca, già occupata dalla cantina per produrre i suoi vini di qualità. L’architettura, ideata da Moreno Zurlo di A.c.M.e. Studio, “estroflette sapientemente il dedalo geometrico delle antiche gallerie in calcare verso la campagna, istituendo un dialogo tra storia e paesaggio, attraverso la contrapposizione dialettica di forme contemporanee e materiali tradizionali. Come nei vini che vi si producono, il gusto della sperimentazione – anche ardita – si sposa qui con l’amore per la tradizione, per giungere finalmente, anche in architettura, a una sintesi di altissimo livello”. 

“L’idea progettuale punta a divenire 'segno' capace di valorizzare il prodotto 'vino', sintesi tra la terra e le sue risorse, l’energia del sole, l’uomo e il suo lavoro. 
L’architettura della cantina è espressione di questa cultura, della continua ricerca di equilibrio fra l’uomo e il suo ambiente. Il progetto nasce dal confronto, particolarmente intenso, con il sito preesistente: una ex-cava di pietra sedimentaria del 1400, denominata 'la mattonara'. Si tratta, quindi, di una relazione dinamica con l’ambiente e la sua storia, che non si pone in contrapposizione scultorea con la struttura di base, anzi si nutre di ciò che essa rappresenta.

Il corpo basamentale è rivestito con la pietra calcarea estratta in fase di scavo ed attraverso esplicite bucature, accompagnate da inserti in acciaio corten, richiama l’ambiente 'cava' preesistente, oggi destinato all’affinamento e all’invecchiamento del vino in barriques di legno. L’andamento del profilo esterno, assieme alle piantumazioni dei giardini pensili, creano una sorta di irregolarità sul coronamento dell’edificio, mitigando l’impatto visivo del corpo basamentale e dialogando armoniosamente con il versante dell’anfiteatro collinare confinante. 

L’involucro si caratterizza, inoltre, da una seconda pelle in acciaio corten che 'smaterializza' il volume sovrastante: la trama riprende la nervatura della foglia di vite, alla ricerca del miglior rapporto tra funzionalità, estetica e connessione con l’ambiente circostante. 

Dal punto di vista distributivo, la nuova cantina Zýme si articola su 3 livelli per una superficie totale di ca 3.000 mq. Mediante rampe e piattaforme elevatrici, la struttura presenta una netta distinzione tra il flusso visitatori e il flusso operatori. Altri motivi fondativi del progetto sono legati ad esigenze specifiche produttive, per cui il processo naturale di invecchiamento è garantito dalle stabili condizioni termiche dell’ambiente ipogeo. Costruire sottoterra è una scelta efficace sul doppio versante del risparmio energetico e della bioclimatica. 
La qualità dell’architettura in Zýme è il risultato di affinitàcondivise, valori e visioni d’insieme. Questi riferimenti e sforzi comuni hanno dato validità e significato non solo all’architettura, ma al posto che Zýme occupa nella realtà vitivinicola”.

 

 

 

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