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AMBIENTE

I Geologi lanciano la Carta per l’Italia

di Rossella Calabrese
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Ministro Galletti al Congresso Nazionale dei Geologi a Napoli: ‘senza sicurezza del territorio non può esserci crescita’

Vedi Aggiornamento del 06/12/2016
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29/04/2016 - “La Carta per l’Italia è il documento che consegniamo al Governo, con il quale i geologi vogliono dare un contributo concreto alla costruzione dell’Italia del futuro. Abbiamo dato vita a ben 12 tavoli tecnici con un pacchetto ampio di proposte. Semplicemente chiediamo di essere presi in considerazione”.
 
Così Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, ieri nella prima giornata del Congresso Nazionale dei Geologi a Napoli.
 

La Carta per l’Italia 

“Chiediamo un Piano per l’Italia, l’istituzione del Fascicolo del Fabbricato, un Piano per il rischio idrogeologico - ha proseguito Peduto. Manca ancora una legge organica sulla difesa del suolo. Chiediamo l’istituzione del geologo di zona, il riconoscimento  della sicurezza sismica degli abitati come esigenza collettiva di carattere primario”.
 
“Chiediamo l’istituzione di una Legge Nazionale che individui il Patrimonio Geologico italiano e lo protegga alla pari di quello culturale. Chiediamo l’aggiornamento delle norme sulle attività estrattive che sono ormai obsolete. Chiediamo una maggiore conoscenza del cittadino dei Piani di Emergenza Comunale. Almeno il 50% delle vittime lo abbiamo perché la gente non sa come comportarsi in caso di un’emergenza”.
 
“Una Carta per l’Italia per un Paese moderno con una figura professionale moderna quale è quella del geologo. Il pacchetto delle proposte spazia dalla risorsa acqua alle bonifiche dei suoli o ancora dal rischio sismico al geoturismo, dall’energia alla professione, dal rischio idrogeologico a tutti i temi riguardanti la pianificazione del territorio” - ha concluso Peduto.
 

Ministro dell’Ambiente: ‘senza sicurezza del territorio non può esserci crescita’

“Serve lavorare su ciò che è mancato drammaticamente per decenni: una vera cultura della prevenzione e della cura verso il territorio. Di quel disinteresse ora ne stiamo pagando gli effetti più gravi, visti gli eventi estremi che si abbattono ininterrottamente sul suolo nazionale  mettendone a nudo le fragilità strutturali”.
 
Lo ha dichiarato ieri il Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, in un’intervista  rilasciata alla Rivista del Consiglio Nazionale dei Geologi, nel corso del Congresso.
 
“Ci sarà sempre più bisogno di uno studio scientifico della terra e delle sue complessità. Il lavoro del geologo può essere la professione del futuro - ha proseguito il Ministro - nell’ambito di quella filiera virtuosa della ‘green economy’ che già rappresenta una realtà occupazionale per tanti giovani ma sarà sempre di più lo sbocco lavorativo di molti ragazzi. L’economia del futuro sarà tutta ambientale e verde, per cui le opportunità - se saremo coerenti con gli impegni di Parigi e dei consessi europei - andranno moltiplicandosi”.
 

Il geologo nelle scuole

“È certamente bella l’idea di un geologo che spieghi ai ragazzi - ha continuato Galletti - con parole semplici ed esempi concreti, i problemi del nostro territorio e cosa fare per prendersene cura.  L’educazione ambientale è la grande sfida culturale di questo governo e del Ministero che presiedo: sono nate le linee guida con il contributo del Formez e con la Buona Scuola abbiamo ribadito la centralità e la trasversalità delle materie ambientali tra i banchi di scuola, che sempre più dovranno essere rese strutturali nei programmi scolastici e non lasciate alla sensibilità dei singoli insegnanti. È giusto e direi anche necessario che all’insegnamento didattico si affianchi la ‘pratica’ sul campo: gli studenti visitino gli impianti del riciclo e i parchi nazionali, ma li si porti anche su quel territorio complesso dove i geologi lavorano ogni giorno. Dobbiamo spiegare loro che molto, da cittadini di oggi e soprattutto di domani, possono fare per ridurre i rischi”.
 

Il Governo al fianco dei geologi

“Il governo è al fianco dei geologi. Ed è anche una questione di cultura: perché la scienza deve sostituire l’emotività, la risposta tecnica ai problemi deve superare gli approcci allarmistici. Solo cosi potremo evitare tragedie ed adattare il Paese prima e meglio ai cambiamenti in atto - ha concluso Galletti - ricavandone anche nuove opportunità. Perché senza sicurezza del territorio non ci può essere crescita, non possono esserci investimenti: per questo dal congresso di Napoli mi aspetto un nuovo contributo di idee e di proposte da parte dei geologi, chiamati ad essere tra i protagonisti del rilancio del sistema Paese”.
 
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