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A Milano la doppia personale 'Cose, case, città'
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A Milano la doppia personale 'Cose, case, città'

di Valentina Ieva

Duetto tra Mendini e Cantafora alla galleria milanese Antonio Colombo

27/04/2016 - Alessandro Mendini Arduino Cantafora protagonisti fino al 19 maggio del duetto 'Cose, case, città' presso la galleria milanese Antonio Colombo Arte Contemporanea. I due si cimentano, attraverso le loro opere, in un serrato confronto di stili, linguaggi e antitesi. 

La mostra, a cura di Ivan Quaroni, riunisce opere di vari periodi, che incarnano aspetti diversi della cultura visiva postmoderna al confine tra arte e architettura. Il confronto avviene fra due anime del Postmoderno, quella post-avanguardista, neofuturista di Mendini e quella anacronista, retrospettiva di Cantafora. 

Esposte alcune vedute di città silenti della serie Domenica Pomeriggio di Cantafora, accanto alle composizioni complesse dei Teatri di Città, e ad una selezione di opere più piccole dedicate a scorci di interni. Alessandro Mendini, invece, illustra opere su tavola e tela, dipinte con una speciale vernice alla nitro, alcuni oggetti e prototipi, ed una serie di disegni degli ultimi anni. Tutto inserito in unwallpainting policromo site specific.

Allievo e collaboratore di Aldo Rossi fino al 1978, Cantafora gode di un background che affonda le radici nell’interesse scientifico, dal quale scaturiscono opere in cui non solo l’architettura urbana, ma anche gli interni domestici, gli oggetti e i luoghi sono descritti con estremo rigore e meticolosa tecnica.

Architetto, designer, teorico e scrittore, Alessandro Mendini ha passato l’infanzia in una casa borghese disegnata da Piero Portaluppi, circondato dalle opere dei maggiori artisti italiani del Novecento collezionate dai suoi parenti. A questo imprinting visivo, fondamentale per la sua formazione, si unisce la vivace passione per il disegno che lo accompagna da sempre. I suoi oggetti, così come i suoi dipinti, si distinguono per il personale alfabeto di forme astratte, modellate sulla reinterpretazione dei linguaggi delle avanguardie moderniste e futuriste. Nei disegni, affiora, invece, l’anima più ironica e poetica di Mendini, incline alla creazione di racconti visivi sospesi tra il bozzetto e il progetto, in bilico tra esigenza di costruire e desiderio di sognare.
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