Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Edilportale Digital Forum, apre oggi la prima fiera online dell’edilizia
TECNOLOGIE Edilportale Digital Forum, apre oggi la prima fiera online dell’edilizia
NORMATIVA

Codice appalti, Ance: ‘il limite del 30% al subappalto limita la concorrenza’

di Paola Mammarella

Il Presidente De Albertis a Edilportale: ‘no al tetto di un milione di euro per il massimo ribasso; bene i criteri reputazionali per la qualificazione delle imprese’

Vedi Aggiornamento del 10/02/2017
Commenti 16160
22/04/2016 – “Il limite del 30% al subappalto riduce artificiosamente il numero degli offerenti e limita la partecipazione delle imprese alle gare”. Lo ha affermato il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), Claudio De Albertis, durante un’intervista rilasciata a Edilportale.
 
Quello del tetto al subappalto è uno dei punti di critica principale che l’ANCE ha sollevato sul Codice Appalti appena entrato in vigore. Bocciati anche il limite a un milione di euro per il criterio di aggiudicazione col massimo ribasso e le critiche dei sindacati sulle concessioni, mentre è stata espressa soddisfazione sui criteri reputazionali per la qualificazione delle imprese.
 

Limiti al subappalto e mercato non trasparente

“Col tetto del 30% al subappalto - ha affermato Claudio De Albertis - si limita artificiosamente il numero degli offerenti e si rende più complessa la partecipazione alle gare”.
 
In base al Codice, l’impresa partecipante in caso di aggiudicazione deve eseguire in proprio il 70% delle lavorazioni e può subappaltare solo una quota pari al 30% dell’importo complessivo del contratto di lavori. Questo significa che solo alcune imprese hanno i requisiti per svolgere autonomamente i lavori e che molte altre da sole non possono presentare delle offerte per partecipare alle gare.
 
“Nella pratica, quindi - ha evidenziato - le imprese sono obbligate a costituire Ati orizzontali o verticali, con effetti non particolarmente virtuosi”. D’altro canto, ha sottolineato il presidente De Albertis, “la liberalizzazione del subappalto esiste in tutti i Paesi. Poi è stato introdotto il limite producendo un effetto non trasparente sul mercato e la concorrenza”.
 
Ricordiamo che, prima dell’entrata in vigore del Codice, Consiglio di Stato, Anac e imprese hanno sottolineato i rischi della totale deregulation del subappalto e ottenuto l’introduzione della soglia di riferimento.
 

Appalti sotto soglia e massimo ribasso fino a 2,5 milioni di euro

Il presidente Claudio De Albertis ha criticato la procedura di individuazione delle commissioni giudicatrici che, per gli appalti di importo inferiore alle soglie comunitarie rimane a discrezione della Stazione Appaltante, “mentre noi pensiamo che sia meglio che i commissari vengano scelti dall’Anac”.
 
“Pur essendo consapevoli di aver lottato contro il massimo ribasso – ha spiegato il presidente De Albertis – siamo preoccupati che con questo sistema non vengano messe in gara le opere. Tutto questo in un periodo in cui, nei primi tre mesi dell’anno si è registrato un nuovo calo delle gare ed è necessario far ripartire l’infrastrutturazione del Paese”.
 
Per sbloccare la situazione – ha aggiunto De Albertis - avevamo proposto che l’importo sotto cui usare il massimo ribasso, con un sistema antiturbativa e l’esclusione automatica delle offerte anomale, fosse 2,5 milioni di euro”. 

“In alternativa – ha concluso il presidente ANCE – la soglia dei 2,5 milioni si poteva usare fino all’adozione di un vero sistema di qualificazione delle Stazioni Appaltanti e delle imprese”. Sulla qualificazione delle Stazioni Appaltanti e delle imprese l’Ance si è detta invece soddisfatta dalla scelta di utilizzare i criteri reputazionali e un sistema di controlli a cura ddell’Anac.
 

Concessioni

Sulla polemica che sta vedendo contrapposti Governo e società concessionarie, il presidente De Albertis ha affermato di voler invitare i sindacati a ricordarsi che nelle direttive europee sugli appalti è scritto che se una concessionaria vince una concessione senza gara poi non può affidare lavori in house.
 
Il Codice Appalti approvato prevede che nelle concessioni di importo superiore a 150 mila euro, l’80% dei lavori sia affidato con gara e il 20% possa andare alle società in house. I trasgressori dovranno riequilibrare la situazione nell’anno successivo. Se non lo faranno e se verrà accertato lo sforamento del limite per due anni consecutivi, l’impresa titolare della concessione pagherà una multa pari al 10 % dell’importo complessivo dell’appalto.
 
Sul tema, però, l’intesa sembra lontana. I sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno indetto per mercoledì 27 aprile lo sciopero delle società in house delle concessionarie. Il motivo della protesta è il mancato recepimento dell’accordo siglato a fine marzo all’interno del Codice Appalti.
 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui