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URBANISTICA

Al via l’intesa Anci-Confcommercio per rigenerare le città

di Rossella Calabrese

Nei primi 44 Comuni sperimentazioni di nuove prassi urbanistiche

Vedi Aggiornamento del 01/02/2017
11/04/2016 - Sono state presentate mercoledì scorso a Roma le prime attività progettuali previste dal Protocollo di intesa sottoscritto da Confcommercio ed Anci, finalizzato ad avviare una collaborazione strategica per riqualificare e rigenerare il tessuto urbano, molto colpito dalla crisi economica.
 
L’intesa - ricorda l’Anci in una nota - vuole avviare a livello nazionale ed europeo azioni di promozione della ‘dimensione urbana delle politiche UE’, applicando con efficacia il principio di partenariato ed analizzando con attenzione l’impatto della normativa europea per evitare di introdurre sul territorio italiano norme di difficile applicazione.
 
È prevista, nello specifico, la sperimentazione di nuove modalità e di prassi urbanistiche per frenare un ciclo economico depressivo che ha generato un impoverimento visibile e non statistico delle Città in termini di servizi ai cittadini e di danno economico alle imprese. Al Protocollo hanno finora aderito 44 Comuni da 15 mila abitanti in su, fino alle metropoli Torino, Venezia e Palermo.
 
“Le attività progettuali previste dall’accordo - ha spiegato Leoluca Orlando, presidente dell’AnciSicilia e delegato Anci alle Politiche Comunitarie - hanno indicato alcune città italiane (e in particolare grandi città come, Torino e Palermo) per una sperimentazione volta ad intrecciare vivibilità, mobilità, sicurezza, pianificazione urbana, inclusione sociale, innovazione con e nelle attività economiche”.
 
“È necessario, pertanto, perseguire, come avviene da alcuni anni a Palermo, uno sviluppo urbano sostenibile in sintonia e sinergia con operatori economici, come auspicato nell’accordo tra Anci e Confcommercio, in alternativa  al dissennato aumento  di cubatura e di consumo di suolo e allo sfrenato trasporto e traffico urbano privato”.
 
“Nel caso di Palermo, tale percorso, oggi considerato virtuoso, è frutto di una precisa scelta dell’Amministrazione Comunale che ha trovato concreta conferma negli atti del nuovo PRG e nell’ampiezza di azioni nel settore della mobilità sostenibile, dal tram alle pedonalizzazioni, dal car  e bike sharing al potenziamento di mezzi e servizi Amat” - ha concluso Orlando.
 
“Oggi ribadiamo la volontà di Anci e Confcommercio di dare un modello ai Comuni sperimentatori e poi all’intero Paese - ha detto Umberto di Primio, vicepresidente Anci con delega alle politiche del Personale e sindaco di Chieti -, creando una chance in più per far crescere i territori, migliorare la qualità della vita e dare una opportunità in più al commercio di essere protagonista delle comunità. Città e Confcommercio insieme possono costruire politiche europee più vicine alle realtà nazionale, alle esigenze dei cittadini, ed alle istanze dei territori”.
 
“I Comuni credono fortemente in questo Protocollo che crea la giusta sinergia con le realtà commerciali che portano avanti il nostro Paese e sono l’ossatura sociale delle nostre comunità. I sindaci - ha aggiunto Di Primio - da istituzione più vicina ai territori, vogliono essere un significativo ingranaggio per tornare ad essere protagonisti in Europa”.
 
Il vice presidente Anci si è soffermato su due punti che possono contribuire a far decollare l’alleanza Comuni-Commercio per cambiare il volto delle Città:
- la sburocratizzazione delle procedure, su cui Di Primio, in qualità di delegato Anci al Personale, ha dato atto al governo ‘degli importanti passi avanti con i decreti Madia, in particolare sulla riforma della Conferenza dei servizi, con la logica di semplificare norme e dare maggiori certezze a chi svolge attività commerciali’;
- lo sblocco del turnover del personale degli enti locali, che “serve per assumere nella PA persone portatrici di una nuova visione della conoscenza, tanto più che l’età media dei dirigenti nei Comuni è di 65 anni, mentre soltanto l’1% di essi ha meno di 40 anni”. Su questo punto Di Primio rinnovato l’invito al Governo di intervenire.
 
Infine, il vice presidente Anci si è augurato che i piani regolatori cittadini diventino strumenti per leggere le vocazioni dei territori e sviluppare progetti di crescita. “Queste pianificazioni non devono essere semplici lottizzazioni ma devono partire dallo studio profondo della vicenda storica ed urbanistica di ogni città” - ha detto Di Primio, plaudendo alla collaborazione con le Università prevista dal Protocollo.   
“Anci e Confcommercio vogliono remare dalla stessa parte, in questo modo saremo in grado di ottenere dal Governo anche importanti modifiche normative, come sulla cedolare secca. Una misura che - ha concluso il vice presidente Anci - se cambiata, non potrà che aiutare l’utilizzo dei locali sfitti nei centri urbani da parte di coloro che vogliono fare impresa”.
 
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