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Un restauro conservativo per la Ca' Brutta di Giovanni Muzio
ARCHITETTURA

Un restauro conservativo per la Ca' Brutta di Giovanni Muzio

di Valentina Ieva
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Il grande condominio milanese rinnovato dallo studio Feiffer & Raimondi

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16/05/2016 - E' tornato a nuova vita il capolavoro milanese, opera prima di Giovanni Muzio. Il restauro conservativo attento, su progetto dello studio Feiffer & Raimondi, ha restituito lo splendore originario alla Ca' Brutta, costruita nei primi anni Venti del Novecento tra le vie Turati e Moscova.

Il restauro, a cura del team fondato dal professore Cesare Feiffer e dall'architetto Anna Raimondi, ha conservato materia e storia dell'edificio, rimuovendo quel velo ocra annerito dallo smog, che per decenni ne ha ricoperto le facciate.

"Il progetto esecutivo è stato elaborato nel 2012, successivamente è stata predisposta la gara di appalto che prevedeva fin da subito di suddividere il cantiere in 4 lotti, la cui scansione è stata dettata non solo da istanze logistiche ma anche da esigenze legate all'utilizzo del complesso. - spiegano gli architetti - I fabbricati sono, infatti, occupati sia da residenze tutte abitate, sia da uffici, sia da ben due ambasciate ognuno con le immaginabili problematiche di sicurezza, di accessibilità, di vivibilità soprattutto nei periodi estivi. Ogni singolo lotto è stato studiato per non occludere mai ciascuna unità in modo completo".

"Il cantiere è iniziato a settembre 2013 ed è proseguito senza soluzione di continuità fino ad oggi. Ogni singolo lotto ha avuto una durata dai 6 ai 9 mesi. La fine dei lavori è avvenuta a fine febbraio 2016, rispettando appieno il cronoprogramma di progetto nonostante avversità atmosferiche e imprevisti di cantiere che come si può immaginare sono stati quotidiani".

Il progetto ha voluto conservare l'autenticità del manufatto, riconoscendo massima importanza sia alla conformazione architettonica generale dell’architettura visibile, sia agli elementi non visibili, dati dai materiali costruttivi e dalle particolarità strutturali.

La pulitura delle facciate ha riportato in luce un intonaco strollato, grande novità per gli anni Venti, caratterizzato da una superficie disomogenea, in alcune parti più rugosa e in altre più liscia. Per questa ragione il sistema di pulitura è stato seguito in maniera certosina, impiegando la tecnica della microabrasivatura ad umido, con l'ausilio di un depolimerizzatore.

Altra problematica importante la presenza dell'amianto. Le operazioni di bonifica delle lastre ondulate di amianto dei prospetti, collocate in prossimità delle fasce marcapiano dei piani superiori, hanno previsto il trattamento in opera attraverso l’applicazione di particolari cicli di resine U.V. resistenti, penetranti, consolidanti, antivegetative, filmogene, autolavanti, che hanno ripristinato l'integrità superficiale e hanno incapsulato le fibre di amianto in fase di distacco.

Affermano i progettisti: "Il tentativo è stato quello di trasmettere al futuro e ai fruitori il maggior numero di significati culturali che la Ca Brutta contiene gelosamente in sé".





 
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