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Patti per il Sud, siglati accordi per più di 20 miliardi di euro

di Paola Mammarella

Investimenti in infrastrutture, sicurezza, scuole, beni culturali e riqualificazione urbana in Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia

Vedi Aggiornamento del 27/08/2019
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11/05/2016 – Sono a quota 6 su 15 i Patti per il Sud siglati da Governo e Regioni o Città Metropolitane. Si tratta degli accordi bilaterali previsti dal Masterplan per il Mezzogiorno presentato alla fine del 2015 per la realizzazione di una serie di interventi di sviluppo.
 
I patti mettono insieme risorse già assegnate con precedenti strumenti di programmazione o disponibili, provenienti da Por e Pon 2014-2020, Fondo di sviluppo e coesione (Fsc), Piani di azione e coesione (Pac) e Programmi ordinari di convergenza (Poc) e consentono di spenderli subito per progetti che le Regioni o le Città metropolitane hanno individuato come “prioritari”.
 
Gli accordi firmati finora con le Regioni Campania, Calabra e Basilicata e con le Città Metropolitane di Catania, Palermo e Reggio Calabria impegnano complessivamente poco più di 20 miliardi di euro e riguardano prevalentemente infrastrutture di trasporto, opere di messa in sicurezza antisismica o contro il dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, beni culturali e riqualificazione urbana.
 

I Patti per il Sud in Campania

La prima a sottoscrivere il programma di rilancio con il Governo è stata la regione Campania, che potrà spendere circa 9,5 miliardi di euro.
 
Oltre all’avvio e al completamento di interventi per la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture di trasporto, il piano prevede iniziative per la gestione dei rifiuti, la messa in sicurezza dei territori a rischio idrogeologico, la bonifica di ex aree industriali e una serie di piani di sviluppo produttivo.
 

I Patti per il Sud in Calabria

Con una disponibilità di 4,9 miliardi di euro, il patto della Calabria finanzierà in primo luogo la messa in sicurezza del territorio con interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e di erosione costiera, le bonifiche, l’antisismica e i sistemi depurativi.
 
Saranno poi effettuati interventi a sostegno della portualità, del sistema aeroportuale e della mobilità sostenibile, ma anche dell’edilizia scolastica e sanitaria.
 

Il Patto per Reggio Calabria

La Città Metropolitana di Reggio Calabria avrà a disposizione 410 milioni di euro da spendere per infrastrutture e mobilità sostenibile, ambiente, sviluppo economico, istruzione, lavoro, turismo e cultura, sicurezza. Si tratta di piccoli interventi che non superano l’importo di un milione di euro.
 

I patti per il Sud in Basilicata

Il patto siglato tra Governo e Regione Basilicata mette a disposizione poco più di 4 miliardi di euro che saranno spesi prevalentemente per le infrastrutture ferroviarie e stradali, ma anche per gli investimenti sulla banda larga, scuola digitale e cartella sanitaria elettronica.
 
Ci saranno inoltre la messa a norma dei depuratori e una serie di investimenti (50 milioni complessivi) per Matera, che nel 2019 sarà capitale europea della cultura.
 

Il Patto per Catania

La Città Metropolitana di Catania potrà spendere 739 milioni di euro totali. La parte maggiore del finanziamento andrà agli interventi di messa in sicurezza dei corsi d’acqua e agli impianti di depurazione. Un’altra quota consistente sarà destinata alle infrastrutture di trasporto ed energetiche, al turismo e alla valorizzazione dei beni culturali.
 

Il Patto per Palermo

La Città Metropolitana userà quasi tutti i 770 milioni di euro disponibili grazie al patto per la nuova rete tranviaria e la messa in sicurezza di strade e ponti. Le altre risorse saranno ripartite tra cultura e turismo, la riqualificazione dei centri storici e l’edilizia scolastica.
 

I prossimi step dei Patti per il Sud

Entro giugno saranno sottoscritti anche i Patti con Puglia, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Molise, Napoli, Bari, Cagliari e Taranto.

Le risorse disponibili saranno assegnate con una delibera del Cipe, che indicherà anche i meccanismi per il trasferimento e i casi di revoca dei finanziamenti. Regioni e Città Metropolitane dovranno inoltre condurre delle verifiche periodiche sullo stato di attuazione e valutare eventuali necessità di rimodulazione degli accordi.
 

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