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NORMATIVA

Nuovo Conto Termico: ‘incentivare le riqualificazioni profonde’

di Alessandra Marra
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Renovate Italy chiede di agevolare gli interventi integrati e di chiarire se gli incentivi valgono per demolizioni e ricostruzioni

Vedi Aggiornamento del 14/02/2017
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25/05/2016 – Stimolare maggiormente gli interventi integrati e le riqualificazioni profonde, anche per step, limitando l’applicazione della maggiorazione della contribuzione al 55% ai soli veri interventi integrati.
 
Queste alcune proposte migliorative evidenziate da Renovate Italy (organizzazione che accoglie numerose realtà imprenditoriali e no profit che promuovono attività e progetti per la riqualificazione energetica del patrimonio costruito in Italia) sul Nuovo Conto Termico, che entrerà in vigore il prossimo 31 maggio.

L’analisi di Renovate Italy, contenuta in un documento riassuntivo, intende mettere a fuoco alcuni aspetti che richiedono chiarimenti e fornire alcune proposte per un futuro miglioramento.
 

Nuovo conto termico: i suggerimenti di Renovate Italy

Secondo Renovate Italy bisogna incentivare le riqualificazioni profonde, ovvero quelle che interessano involucro ed impianto termico con interventi non simultanei, destinando loro il medesimo incentivo previsto per gli interventi combinati e simultanei, ovvero l’innalzamento dell’intensità di contribuzione al 55% dei costi.
 
Ad esempio, il primo intervento (necessariamente sull’involucro) beneficerebbe dell’usuale intensità (40% o 50%, a seconda dei casi) mentre il secondo usufruirebbe di una intensità più elevata, in modo che l’intensità totale dell’incentivo copra il 55% della somma dei costi degli interventi sull’involucro e sull’impianto termico. In alternativa, gli interventi sull’impianto termico potrebbero beneficiare di una intensità di contribuzione pari al 55% se realizzati su edifici il cui involucro abbia una prestazione già in linea con la definizione di Edificio ad Energia Quasi Zero (Nearly Zero Energy Building -NZEB).
 
Così facendo si strutturerebbe l’incentivo in modo tale da convincere ad intervenire anche sulle restanti macro-aree, nell’ordine temporale corretto, facendo beneficiare gli interventi parziali di un ricco incentivo se realizzati in modo da rientrare in una riqualificazione profonda per fasi, ovvero la trasformazione in NZEB effettuata in più step temporali, al fine di rendere efficace lo stimolo a intervenire radicalmente.
 
Inoltre bisogna puntare sull’aumento dei massimali per gli involucri, modificandoli in funzione dell’intensità del contributo applicabile (40-50-55%), in modo da stimolare maggiormente gli interventi integrati anche su edifici di maggiori dimensioni.
 
L'incremento dell’intensità di contribuzione (da 40% a 55%) dovrebbe essere meglio disciplinata per evitare che gli interventi sull’involucro diventino un semplice elemento di contorno di quelli impiantistici. Infatti, in assenza di una soglia minima di accesso (ad es. la percentuale di superficie disperdente interessata) potrebbero essere realizzati minimali interventi sull’involucro al solo scopo di ottenere una maggiore intensità di contribuzione.
 
Per questa ragione si propone l’innalzamento dell’intensità di contribuzione al 55% ai veri interventi integrati; per esempio, la maggiorazione potrebbe essere limitata agli interventi che, in aggiunta all’intervento sull’impianto, incidono su almeno il 25% dell'involucro.
 
Il documento mette in evidenza anche l’importanza di uniformare i requisiti di trasmittanza dell’Allegato I del Decreto a quelli contenuti nel DM 26 giugno 2015 “Requisiti minimi”, in una logica di semplificazione.
 
Inoltre si propone di rivedere la nuova procedura di prenotazione dell’incentivo escludendo le Pubbliche Amministrazioni (PA) che siano in possesso di un contratto già sottoscritto, al fine di garantire l’ottimale distribuzione delle limitate risorse economiche disponibili.
 
E’ necessario anche rivedere le modalità di erogazione dell'incentivo e la gestione finanziaria degli interventi prevedendo la possibilità di dar corso al pagamento di acconti, ulteriori rispetto a quelli previsti, in funzione dell’avanzamento dei lavori.
 
Un'altra proposta consiste nell’estendere la facoltà di cumulo a tutti gli edifici della pubblica amministrazione, compresi quelli non da essa utilizzati; in particolare dovrebbe essere consentita la possibilità di cumulo per la riqualificazione degli edifici a destinazione sociale.

Inoltre bisognerebbe consentire agli Enti locali il libero accesso ai finanziamenti, anche in deroga ai vincoli di stabilità interna, in attesa di ricevere le risorse statali, compresi gli incentivi del Conto termico, al fine di evitare il ritardo del pagamento delle prestazioni degli esecutori.
 
Consentire che, nell’ambito dei rapporti di partenariato pubblico-privato finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica, i Finanziamenti Tramite Terzi, procurati anche grazie alla capacità relazionale degli operatori (siano o meno qualificati come ESCo), siano indirizzati direttamente alla Pubblica Amministrazione, al fine di evitare di assoggettarli al “rischio bancarotta”, ai limiti di capacità di credito degli operatori privati e ai conseguenti incrementi di costo.
 
Prevedere che i finanziamenti siano erogati sulla base di affidabili processi di validazione, condotti da organismi di controllo di terza parte, delle diagnosi e dei progetti predisposti dagli operatori a cui è affidata la responsabilità dell’ottenimento della prestazione, al fine di garantire la credibilità dei flussi finanziari ottenibili attraverso il risparmio energetico mettendo a frutto le competenze tecniche e le capacità di ottimizzazione degli operatori privati.
 

Nuovo conto termico: i chiarimenti chiesti da Renovate Italy

Renovate Italy chiede inoltre di chiarire alcuni punti  che risultano di difficile comprensione come il termine entro il quale, in caso di ricorso alla procedura di prenotazione, deve essere effettuata la sottoscrizione della scheda-contratto, a seguito della quale è erogata la rata di saldo, al fine di evitare il ritardo indefinito del pagamento.
 
Bisogna inoltre chiarire se gli ex-IACP sono compresi tra i soggetti per i quali non vige il divieto di cumulo con altri incentivi in conto capitale e se gli edifici condominiali misti, anche quando la quota millesimale di proprietà pubblica sia limitata, possono accedere all'incentivo, limitatamente alle quote di proprietà di amministrazioni pubbliche o di ex-IACP.
 
Infine sono necessari chiarimenti anche sull’erogazione di incentivi per la trasformazione degli edifici in NZEB nel caso di demolizioni e ricostruzioni con ampliamento fino al 25% della volumetria. 
 
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