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NORMATIVA

Progettazione interna alla PA, ok all’incentivo se svolta prima del 19 aprile

di Paola Mammarella

Corte dei conti: il bonus va riconosciuto anche se una parte della progettazione è stata curata da professionisti esterni

Vedi Aggiornamento del 15/09/2017
Commenti 30918
17/05/2016 - Vanno riconosciuti gli incentivi per la progettazione ai dipendenti della Pubblica Amministrazione che hanno svolto le attività prima del 19 aprile 2016, anche se queste non sono ancora state pagate. Ma non solo, perché l’incentivo può essere pagato anche se alcune attività sono state svolte da progettisti esterni. E anche ad alcuni dipendenti senza qualifica tecnica, ma strettamente coinvolti nel procedimento.
 
Le spiegazioni sono arrivate dalla Corte dei conti, che con la delibera 18/2016 ha risposto ad una serie di dubbi delle sezioni territoriali.
 

Incentivi ai progettisti interni e nuovo Codice Appalti

Una delle maggiori battaglie del nuovo Codice Appalti è stata l’abolizione dell’incentivo ai progettisti interni alla Pubblica Amministrazione per le attività di progettazione. Il bonus, pari al 2% degli importi a base di gara, passa alle attività di programmazione delle spese, controllo delle procedure di gara, direzione dei lavori e collaudi svolti dai dipendenti pubblici. L’80% di queste somme sarà ripartito tra il responsabile del procedimento e i suoi collaboratori, mentre sono esclusi i dipendenti con qualifica dirigenziale. I premi non potranno superare il 50% dello stipendio annuo lordo. Il restante 20% sarà invece destinato all’acquisto di beni, strumenti tecnologici, strumenti BIM e al miglioramento delle banche dati.
 
Anche se l’incentivo tradizionalmente riconosciuto ai progettisti dipendenti della PA è stato abolito,  la Corte dei conti ha spiegato che il bonus deve essere riconosciuto se le attività sono state svolte prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti (19 aprile 2016).
 

Incentivi ai progettisti interni e progettazione all’esterno

Cosa succede, invece, se una parte delle attività di progettazione è stata affidata a progettisti esterni? La Corte dei conti ha ricordato che l’incentivo è un riconoscimento per il maggior carico di lavoro e di responsabilità dovuti allo svolgimento di attività non rientranti tra i compiti abituali dei dipendenti. In base alla Riforma Madia (Legge 114/2014), le risorse non sono più assegnate in riferimento alla singola opera, ma confluiscono in un fondo per la progettazione e l’innovazione. Ne consegue che, ha affermato la Corte, l’incentivo può essere corrisposto al Responsabile unico del procedimento (RUP) che ha svolto le sue funzioni avvalendosi di personale dipendente anche se una parte delle attività di progettazione è stata svolta da professionisti esterni.
 
Analogamente, l’incentivo può essere pagato anche a incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, e loro collaboratori, anche se questi soggetti hanno svolto solo una parte delle attività di progettazione.
 
Ovviamente, ha precisato la Corte dei conti, l’incentivo deve essere proporzionale alle attività effettivamente svolte ed è fondamentale che gli Enti locali adottino un regolamento che ripartisca gli incentivi in maniera conforme alle responsabilità attribuite e devolva in economia la quota relativa agli incarichi conferiti a professionisti esterni.
 

Incentivi e collaboratori

Una volta chiarito quando spetta l’incentivo, la Corte dei conti è intervenuta anche sul concetto di collaboratore. Alcune sedi territoriali avevano infatti sollevato il dubbio che il bonus non spettasse solo al personale tecnico, ma anche agli amministrativi strettamente coinvolti nelle attività di progettazione.
 
Anche in questo caso la Corte dei Conti ha affermato che la portata dell’incentivo non può essere limitata in relazione al bagaglio professionale. Allo stesso tempo, però, gli Enti locali devono definire, con un regolamento interno, i limiti dei collaboratori evitando uno sproporzionato ampliamento dei beneficiari dell’incentivo.
 

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Altri commenti
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Marco

Onestamente capisco che i liberi professionisti devono sopravvivere ad un periodo di crisi, ma non è giusto che lo facciano a spese della collettività. io Sogno uno stato che fornisca a tutti servizi ottimi a prezzi veramente concorrenziali, lasciandomi i soldi per vivere. Ma qui stiamo parlando dell'esatto contrario, servizi sempre più pessimi, e tassazioni che non mi lasciano nemmeno il pane per sfamare i miei figli....e non stiamo andando in questa direzione..... Se dei tecnici che lavorano all'interno vogliono progettare, e la cosa crea un risparmio, io penso che sia DOVEROSO lasciarli fare. Ma uno stato non sarà mai efficiente se non opera come una ditta privata o con il buonsenso del padre di famiglia. E una ditta non darebbe mai lavoro fuori che può fare internamente pagandolo anche di più ..... io vendo frutta per vivere... in alcuni momenti ho guadagnato tanto in altri meno... ma non pretendo che lo stato acquisti da me. (o meglio lo vorrei ma lo trovo molto scorretto)

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Antonello

Caro Giovanni, capisco il tuo punto di vista e lo rispetto. Ma cerca di capire anche chi lavora in un mercato selvaggio senza regole. O le regole ci sono per tutti o nessuno. Se lo stipendio è basso rispetto alle capacità di lavoro il dipendente pubblico può sempre rassegnare le dimmissioni ed affrontare il lavoro nel mercato esterno. Aggiungo, io a causa delle liberalizzazioni ho avuto un taglio netto dei guagadagni del 70%, molti colleghi chiudono gli uffici. Fino al 2007 facevo ricerca e bandi comunitari e riuscivamo a far arrivare in Italia dei bei soldini dall'europa che oggi non arrivano più, con conseguente perdita di posti di lavoro. Sai perchè? Dobbiamo oramai lavorare per la pura sopravvivenza. Pensa che oggi gli ingegneri nel libero mercato sono in concorrenza con venditori di aspirapolveri ed infissi che vendono anche i progetti ai loro clienti, tanto un professionista con l'acqua alla gola lo si trova sempre. Bene, in questo quadro generale ritengo doveroso LIBERALIZZARE GLI STIPENDI PUBBLICI, e a chi non va bene può cercarsi u altro lavoro, come fanno tutti i disgraziati a partita iva....oppure rivediamo le regole. saluti da un altro ingegnere che tra poco andrà a lavorare in Canada...

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Giovanni

Antonello, è un modo per far risparmmiare lo stato se vi sono le risorse interne alle amministrazioni, visto che sono già pagati i tecnici e dipententi pubblici è meglio incentivarli a produrre di più oltre le loro normali attività se all'interno della ammistrazione ci sono le competenze professionali. Vuoi mettere quanto costa un professionista estreno che redige un progetto, rispetto ad un 2% dato all'interno dell'amministrazione? Se poi si vuole vedere quanto prendono i dipendenti pubblici, basta guardare le tabelle di retribuzione. (se non sbaglio sono ferme dal 2009)

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antonello

scusate...qualcuno mi spiega perchè i tecnici interni al Comune devono ricevere oltre lo stipendio una quota del 2% sull'importo lavori? Ai professionisti esterni, sul privato è fatto divieto menzionare percentuali e leggi sulle parcelle... ai dipendenti pubblici oltre lo stipendio si vuole riconoscere un 2% fissato per legge???? Ma quando si arriva alla coerenza?? Visto che siamo nel periodo delle liberalizzazioni non sarebbe il caso di liberalizzare anche gli stipendi pubblici??