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PROGETTAZIONE

Progettazione anti dissesto idrogeologico, in arrivo 100 milioni di euro

di Paola Mammarella

Finanziamenti in base a tipo e costo delle opere da progettare. Le risorse saranno suddivise tra le Regioni e andranno per l’80% al Sud

Vedi Aggiornamento del 12/09/2017
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27/05/2016 – Inizierà a funzionare presto, dopo il via libera della Conferenza Stato Regioni, il Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico, che può già contare su 100 milioni di euro.
 
Il Fondo, lo ricordiamo, è stato istituito dal Collegato Ambiente (Legge 221/2015) ed è dotato di 100 milioni di euro stanziati dal Cipe. Per regolarne il funzionamento, il Governo ha messo a punto un  decreto ad hoc che lega i finanziamenti alla tipologia delle opere da progettare e al loro importo.
 
I 100 milioni per la progettazione saranno destinati al 20% alle Regioni del Centro Nord e per l'80% a quelle del Sud. Motivo che aveva inizialmente suscitato l’opposizione delle Regioni settentrionali. Per risolvere l’impasse il Governo si è impegnato a stanziare, in sede di legge di stabilità, fondi destinati alle sole Regioni del Nord in modo da riequilibrare la ripartizione. Il decreto ha così ottenuto il via libera della Conferenza Stato Regioni e sarà presto pubblicato.
 

Progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico

I finanziamenti saranno finalizzati alla redazione del progetto esecutivo . Per questo il Fondo coprirà i costi di tutti i livelli della progettazione degli interventi di messa in sicurezza del territorio.
 
L’importo del finanziamento sarà quantificato, secondo quanto previsto dall’Allegato 1, in base al tipo di intervento da progettare e realizzare (difesa idraulica, difesa costiera, difesa dalle valanghe), al costo delle opere e al livello della progettazione.
 
Per essere considerato finanziabile, il progetto deve essere corredato da relazioni redatte durante lo studio preliminare, fotografie sull’ubicazione e la natura del dissesto, stima dei lavori necessari, quadro economico preliminare e cronoprogramma delle attività necessarie dalla progettazione al collaudo.
 
La priorità sarà data alla progettazione degli interventi già inseriti nel piano di stralcio delle aree metropolitane e, più in generale, agli interventi integrati di mitigazione del rischio idrogeologico e recupero degli ecosistemi. Non si potranno inoltre prevedere opere accessorie di entità superiore al 10% dell’importo complessivo dei lavori.
 
Le risorse saranno ripartite secondo delle graduatorie tra le Regioni. Queste potranno poi finanziare i progetti erogando i fondi a tranches, in base alle attività realmente svolte e certificate.
 

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