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Tecnostrutture tiene un seminario di ingegneria strutturale all’Università di Udine

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23/06/2016 - Pensate ad un progetto di oggi e ad uno di qualche anno fa. Le realizzazioni di adesso sono più complesse e spesso il progettista strutturale si trova a dover far interagire strutture di diversa natura. Quelle metalliche e miste sono le più facili da adattare, ma sono anche soggette a vincolanti controlli di instabilità e di plasticità. Quali sono le verifiche di dettaglio da effettuare? Su questo tema ha tenuto un seminario tecnico lo scorso 13 maggio all’Università di Udine Alessandro Pieretto, già studente nello stesso ateneo, oggi Ph.D e progettista di Tecnostrutture.

I temi della plasticità e dell'instabilità sono problematiche tipiche di strutture metalliche così come delle strutture miste acciaio-calcestruzzo. Nella presentazione sono stati illustrati due cantieri che hanno evidenziato in maniera particolare come il progetto strutturale, che coinvolge normalmente una gamma sempre più vasta di tecnologie, debba considerare questi aspetti con maggiore attenzione che in passato perché diventano particolari proprio nei punti in cui si interfacciano tali differenti tecnologie. Nel cantiere del mercato coperto di Novara, primo caso esposto, si interfaccia una struttura metallica nuova antisismica con un telaio ad archi degli inizi del 900 in laterocemento.

Nel cantiere dell'Opera 12 dell'autostrada MI-TO, invece, si legano tecnologie di impalcati in struttura mista con elementi in c.a. tradizionali e elementi metallici provvisionali. A tal riguardo sono state illustrate le problematiche di cantiere, alcuni dettagli strutturali, le verifiche fem tensionali e di instabilità.

Il seminario fa parte di un ciclo di incontri organizzati dall’Università di Udine dedicati all’ingegneria strutturale. L’iniziativa, giunta al secondo anno, è organizzata nell’ambito dei corsi in lingua inglese di “Steel Constructions” e “Plasticity and Stability of Structures” tenuti dai docenti Giuliana Somma ed Eric Puntel e si prefigge l’obiettivo di presentare problematiche concrete inerenti ai temi studiati in aula e di rafforzare l’interesse e la curiosità per le proprie discipline. 

Quest’anno il ciclo di seminari si è aperto il 10 maggio con una lezione dell’ing. Maurizio Milan progettista strutturale di importanti opere firmate da architetti di calibro internazionale quali Renzo Piano, Zaha Hadid e Arata Isozaki. ll 13 maggio è intervenuto Alessandro Pieretto della Tecnostrutture, mentre il 20 maggio è stata la volta degli ingegneri Marco Gueli e Alberto Carones della HQ Engineering di Padova con il tema delle infrastrutture per telefonia con particolare riferimento al carico da vento e all’interazione con edifici esistenti. Hanno chiuso il ciclo gli ingegneri Tito Cudini e Simone Pierobon di Modulblok esporrendo l’attività di ricerca aziendale volta allo studio del comportamento a rottura di profili sottili in acciaio impiegati nella logistica di magazzino.
 

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