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IMPIANTI

Ascensori, in arrivo il nuovo regolamento

di Alessandra Marra

Salta l’obbligo di adeguamento agli standard. Confedilizia: ‘giusto eliminare un costoso adempimento’. CNA Impianti: ‘meno sicurezza per tutti’

Vedi Aggiornamento del 12/12/2017
22/06/2016 – Il Consiglio dei Ministri del 20 giugno scorso ha approvato in esame preliminare il regolamento di attuazione della direttiva 2014/33/Ue relativa agli ascensori, ai componenti di sicurezza degli ascensori e al loro esercizio.
 

Salta la ‘tassa sull’ascensore’

Lo schema di regolamento approvato non contiene la norma, che era invece presente nel testo proposto qualche mese fa dal Ministero dello Sviluppo Economico, con la quale si prevedeva che i verificatori, al momento della prima verifica periodica, effettuassero anche un’ulteriore verifica sui requisiti minimi di sicurezza e, nel caso si fosse riscontrata una non corrispondenza dell’ascensore ai requisiti previsti, potessero prescrivere i necessari interventi di adeguamento da svolgersi durante la prima verifica ordinaria e da completarsi comunque entro due anni.
 
Questa previsione era stata fortemente contestata da Confedilizia che descriveva tale obbligo come  “una serie di costosi interventi su tutti gli ascensori costruiti prima del 1999 (tassa sugli ascensori) e che di conseguenza ne aveva chiesto l’eliminazione.
 
Infatti dopo l’approvazione dello schema di decreto che elimina tale prescrizione il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa ha dichiarato: “Diamo atto al Presidente del Consiglio e al nuovo Ministro dello sviluppo economico di aver varato un provvedimento attento alla sicurezza dei cittadini, ma privo di inutili e costosi adempimenti aggiuntivi per la proprietà, già pesantemente provata dalla congiuntura economica e dall’imposizione fiscale”.
 
Di parere opposto invece la CNA Impianti che ha dichiarato: “Dispiace che il Governo sia stato sensibile alle convenienze di alcune specifiche lobby e non agli interessi di chi utilizza giornalmente gli impianti di elevazione. Va ricordato infatti che nel nostro paese circa il 40% degli ascensori in servizio è in funzione da più di 30 anni ed almeno il 60% non è dotato delle moderne tecnologie che garantiscono il maggior livello di sicurezza per gli utenti”. 
 
“Inoltre, se i proprietari facessero diligentemente eseguire le verifiche previste dalla legge è del tutto evidente che, in fase di verifica, i requisiti di sicurezza previsti risulteranno rispettati e non vi sarà alcun bisogno di ulteriori lavori di messa a norma dell’impianto di elevazione”.


Regolamento ascensori: ambito di applicazione 

Il regolamento (bozza entrata in Consiglio dei Ministri), che andrà a modificare il DPR 162/1999, riguarderà gli ascensori, intesi come prodotti finiti e installati in modo permanente in edifici o costruzioni, e i componenti di sicurezza per ascensori, prodotti da un fabbricante nell’Unione europea oppure importati da un paese terzo.

Sono però esclusi gli ascensori inseriti in contesti particolari come gli ascensori da cantiere, gli impianti a fune, quelli progettati a fini militari, quelli usati nelle miniere ecc.
 

Sicurezza ascensori: il nuovo regolamento

Il provvedimento tiene conto delle innovazioni in materia di accreditamento degli organismi di valutazione della conformità, di vigilanza e controllo del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti, di principi generali della marcatura CE e di stato compatibile.
 
Con il nuovo schema di regolamento si potrà quindi garantire un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza delle persone e dei beni, grazie a nuovi standard di conformità degli ascensori e dei componenti, e assicurare una concorrenza leale sul mercato dell’Unione.
 
Le nuove norme infatti prevedono una serie di obblighi per installatori, fabbricanti, importatori  e distributori; ad esempio gli installatori devono conservare tutta la documentazione tecnica che dimostri la conformità dell’ascensore, i fabbricanti devono garantire che i componenti di sicurezza siano conformi e nel caso di difformità devono prevedere il ritiro del componente.
 
Il Governo fa sapere che si applicheranno nuove “procedure di valutazione della conformità senza creare oneri superflui per gli operatori economici”.

 
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