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Mobilità, verso la trasformazione digitale delle infrastrutture

di Alessandra Marra

Ministro Delrio: ‘abbiamo dato priorità alle opere utili, ora queste opere devono essere intelligenti’

Vedi Aggiornamento del 23/08/2018
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24/06/2016 – La trasformazione digitale delle infrastrutture italiane è una priorità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) che sta lavorando all’individuazione di standard minimi da applicare alle reti di mobilità per renderle “intelligenti”.
 
A dichiararlo il Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio nel convegno del 22 giugno scorso ‘Smart road, veicoli connessi e mobilità del futuro’, che ha visto la partecipazione anche del coordinatore della Struttura Tecnica di Missione Ennio Cascetta.
 

La trasformazione digitale delle infrastrutture

Il Ministro Delrio ha messo in evidenza come la trasformazione digitale delle infrastrutture è in linea con gli obiettivi infrastrutturali del Paese previsti dal Allegato al DEF 2016 e dal Piano Nazionale sui Sistemi Intelligenti di Trasporto che mirano a migliorare la qualità e la sicurezza dei sistemi di mobilità.
 
Il Mit sta quindi promuovendo un percorso per la corretta evoluzione del processo a livello nazionale, con l’obiettivo di giungere entro la fine di luglio all’individuazione degli standard minimi da applicare per la digitalizzazione delle infrastrutture stradali italiane. Il Ministero dei trasporti sta anche considerando di vincolare l’erogazione dei finanziamenti all’adozione, da parte dei gestori dell’infrastruttura, di standard tecnologici minimi.
 
Il Ministro Delrio ha commentato: “Abbiamo dato priorità alle opere utili, ora diciamo che queste opere debbono essere intelligenti. La digitalizzazione rappresenta vantaggi in primo luogo per il monitoraggio e la sicurezza delle opere e per la sicurezza delle persone. Stiamo passando quindi da infrastrutture che sono solo materiali a opere che si mettono in dialogo con gli utenti, attraverso strumenti che possono facilmente essere introdotti nei lavori di manutenzione o di realizzazione”.
 
Secondo Delrio l’esigenza di valorizzare il patrimonio infrastrutturale esistente attraverso l’adeguamento tecnologico è evidente dai numeri italiani: “con un’estensione della rete stradale in Italia pari a 179.024 km, di cui 5.872 di autostrade affidate a 24 concessionarie, e 25.566 chilometri, di cui 937 di autostrade, affidati ad Anas, le infrastrutture stradali rappresentano un asset significativo e strategico per il sistema-Paese. Inoltre sono più di 43 milioni gli autoveicoli circolanti in Italia al 31 gennaio scorso, e le analisi a livello mondiale dicono che il parco mezzi è destinato ad aumentare, al 2020 il 90 per cento della popolazione avrà un telefono cellulare, al 2018 il valore del mercato globale dei veicoli connessi sarà di 40 miliardi di euro nel 2018, restando fermo l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni del 20% al 2020”.
 

Verso le strade intelligenti

In un documento presentato al convegno il Mit sintetizza tutti gli obiettivi per arrivare alle ‘Smart Road’ ovvero aggiungere intelligenza alle strade, partendo da sensori, misure e metodi di elaborazione per rendere più estesi, fruibili ed efficienti i sistemi di governo e gestione della circolazione ed i comportamenti di mobilità e di viaggio.
 
Secondo il Mit tale intelligenza va costruita da un sistema di acquisizione di informazioni basato su una rete di sensori road-side o altre fonti in grado di raccogliere informazioni e scambiarle sia direttamente. Inoltre questa tecnologia potrà essere utilmente impiegata in tutte le fasi di vita dell’infrastruttura e dell’esperienza di guida: dai sistemi di infomobilità ai sensori e sistemi di rilievo dello stato delle infrastrutture (ponti, viadotti e gallerie), alle tecnologie di connessione veicolo-infrastruttura in vista della guida automatica. 
 
I nuovi strumenti permetteranno anche di migliorare l’analisi dei fabbisogni e la valutazione delle opere, rendere più efficaci la pianificazione e la programmazione sia degli interventi di manutenzione che degli investimenti in nuove infrastrutture, garantendo, a costì più bassi, realizzazioni di maggiore qualità, e quindi più durevoli, più sostenibili e più sicure per gli utenti. Inoltre aumenterà la possibilità di definire le politiche di trasporto e la gestione dei flussi di traffico.
 
Per gli utenti finali, migliorerà la customer experience sia nello spostamento, sia nell’integrazione con le attività e i servizi che costituiscono l’obiettivo dello spostamento, attraverso l’interazione digitale con l’infrastruttura.  Per le imprese, la digitalizzazione delle infrastrutture significherà maggiore sicurezza del trasporto e snellimento degli oneri amministrativi. 
 

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