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Olimpiadi 2024, Architetti di Roma: 'un’opportunità per riqualificare la città'

Olimpiadi 2024, Architetti di Roma: 'un’opportunità per riqualificare la città'

Puntare sulla pianificazione condivisa e sul riuso dell’esistente affinché i nuovi interventi non rimangano incompiuti

Vedi Aggiornamento del 15/07/2016
di Alessandra Marra
Vedi Aggiornamento del 15/07/2016
03/06/2016 - L’eventuale assegnazione a Roma dei Giochi Olimpici e Paraolimpici del 2024 può rappresentare un’occasione straordinaria per una rinascita complessiva della città e per interventi di rigenerazione urbana.
 
Questo il punto di vista espresso dell’Ordine degli architetti di Roma (OAR) in occasione del convegno ‘Le Olimpiadi e Paraolimpiadi come opportunità di riqualificazione urbana’, tenutosi a Roma il 31 maggio scorso, in cui si è immaginato l'impatto degli interventi sulla Capitale in caso di vittoria.
 

Olimpiadi Roma 2024: rigenerazione e trasparenza

Gli architetti romani auspicano anche che i futuri amministratori della capitale comprendano la necessità di una strategia che vada oltre la logica dell’emergenza e si concentri su una pianificazione sostenibile.
 
“Serve una pianificazione condivisa per un riuso intelligente delle strutture che saranno realizzate. La città di Roma presenta una profonda carenza di alloggi per studenti che stride con la massiccia presenza di studenti fuori sede. Le altre capitali europee e molte città all’estero hanno, da anni, politiche in grado di accogliere moltissimi studenti; Roma presenta pochissimi alloggi destinati ai giovani alimentando così il mercato nero degli affitti. Si pianifichino alloggi studenteschi inseriti nel tessuto urbano anche riutilizzando le moltissime strutture fatiscenti già presenti sul territorio”.
 
Per l’Ordine degli architetti di Roma le Olimpiadi sarebbero anche l’occasione per sistemare la città secondo i principi della riqualificazione.
 
“La sostenibilità e la necessità di contenere il consumo del suolo ormai eccessivo, restituisce dignità alla logica di chi vuole recuperare l’esistente; è necessario promuovere la rigenerazione architettonica, energetica e sociale delle città italiane. Non solo nuovi progetti, grandi impianti, ma una capillare ricucitura del tessuto urbano per non costruire oggetti isolati in un futuro contesto abbandonato. Servono processi condivisi nei quali gli amministratori, le istituzioni e i cittadini abbiano chiara la necessità di costruire insieme il futuro della città”.
 
Infine si è evidenziata l’importanza del perseguire gli obiettivi secondo una logica di assoluta trasparenza.
 
“Sia i processi decisionali che gli affidamenti delle gare per la progettazione e la realizzazione delle opere dovrà essere effettuata nel rispetto delle regole di trasparenza, rotazione e, soprattutto, programmazione nei giusti tempi, per evitare procedure opache e affidamenti diretti privi delle necessarie garanzie”.
 
L’OAR chiede una seria programmazione di concorsi, articolati anche per importanza, caratteristiche, diversi livelli (locali, nazionali o internazionali) che dia alla città le strutture che merita.
 
Per favorire la “ricucitura” dei moltissimi spazi interstiziali limitrofi alle strutture sportive sarà necessario anche programmare concorsi per la progettazione delle piccole piazze e dei luoghi d’incontro che costellano la fascia periurbana della città.
 

Olimpiadi a Roma: accessibilità e infrastrutture

Un altro obiettivo ambizioso messo in evidenza nel convegno riguarda l’accessibilità dei luoghi  che ospiteranno l’evento olimpionico. 
 
“Le strutture che saranno realizzate o riutilizzate dovranno essere oggetto di attenzione riguardo alle tematiche dell’accessibilità e alla progettazione universale. L’accessibilità dell’ambiente costruito è un pre-requisito funzionale utile a garantire il diritto all’uguaglianza, uno strumento per realizzare una società più equa ed inclusiva, indipendentemente dall’età o dalle limitazioni funzionali di ciascuno”.
 
L’OAR ricorda che sarà fondamentale evitare che “i nuovi interventi si possano aggiungere alle opere incompiute. La Città dello Sport di Tor Vergata, dell’architetto Calatrava, è divenuta l’icona dello spreco italiano, trasformandosi da opera internazionale ad edificio simbolo di un lungo elenco di opere incompiute disseminate in tutta Italia. La città non ha bisogno di luoghi abbandonati, ha bisogno di programmazione e pianificazione”.
 
Le Olimpiadi invece devono incidere positivamente sul sistema infrastrutturale attraverso una nuova pianificazione del trasporto su rotaia che colleghi i vari centri sportivi anche in un’ottica di futura vivibilità della città.
  
Secondo Alessandro Ridolfi, presidente dell’Ordine degli architetti di Roma “l’appuntamento del 2024 dovrebbe vedere un cambio di rotta delle politiche urbanistiche di Roma, in grado di introdurre profondi cambiamenti, migliorando anche le risposte ai bisogni espressi dal territorio”.
 
“In questo processo occorre valorizzare il ruolo della collaborazione tra istituzioni per ripensare alla tutela dell'ambiente, alla cultura e alla promozione sociale, spesso troppo trascurati dai meccanismi economici o dalla mutevolezza delle intenzioni politiche” ha concluso Ridolfi.
 
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