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NORMATIVA

Bonus Alberghi valido anche sulle ristrutturazioni con Piano Casa

di Paola Mammarella

Il tax credit per la riqualificazione delle strutture ricettive potrà sommarsi agli incentivi per gli ampliamenti volumetrici

Vedi Aggiornamento del 04/10/2018
01/06/2016 – Bonus Alberghi e Piano Casa possono cumularsi. Il credito di imposta per il recupero delle strutture alberghiere può essere concesso anche se l’intervento aumenta la volumetria dell’edificio.
 
Il chiarimento è arrivato con la Circolare 20/E dell’Agenzia delle Entrate, che ha spiegato alcune disposizioni della Legge di Stabilità per il 2016.
 

Bonus Alberghi e Piano Casa

Come ricordato dall’Agenzia delle Entrate, il Decreto “Art Bonus” (DL 83/2014) ha introdotto un incentivo alle imprese alberghiere, esistenti alla data 1° gennaio 2012, che effettuano interventi di riqualificazione.
 
Il bonus è stato regolato dal DM 7 maggio 2015. È previsto un  credito di imposta del 30%, fino a un massimo di 200mila euro, delle spese di ristrutturazione edilizia, eliminazione delle barriere architettoniche, incremento dell’efficienza energetica e acquisto di mobili e componenti di arredo sostenute tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2016. Il credito di imposta è ripartito in tre quote annuali ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.
 
Il decreto attuativo del 7 maggio 2015 non consentiva la cumulabilità con altri incentivi. Il comma 320 della Legge di Stabilità 2016 ha invece ampliato la portata del Decreto “Art-Bonus” cancellando questo divieto. Il credito di imposta viene quindi riconosciuto anche nel caso in cui gli interventi di ristrutturazione implichino un aumento della cubatura effettuato nel rispetto della normativa vigente (c.d. piano casa).  
 
Come previsto dalla Legge di Stabilità 2016, per rendere operativo questo meccanismo di incentivi è necessario un decreto ministeriale attuativo che stabilisca:
a) le tipologie di strutture alberghiere ammesse al credito d’imposta;
b) le tipologie di interventi ammessi al beneficio;
c) le procedure per l’ammissione al beneficio;
d) le soglie massime di spesa ammissibile per singola voce di spesa sostenuta;
e) le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d’imposta.
 
Il decreto doveva essere approvato a inizio aprile, cioè entro tre mesi dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016, ma al momento non ce n’è ancora traccia.

 
© Riproduzione riservata

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