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PROFESSIONE

CTU, dagli Ingegneri una guida per determinare il giusto compenso

di Alessandra Marra

Per le prestazioni di eccezionale importanza e complessità l’onorario può aumentare fino al doppio

Vedi Aggiornamento del 30/04/2019
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08/06/2016 - Fornire istruzioni chiare per la compilazione delle richieste di liquidazione del compenso ai consulenti tecnici d’ufficio (CTU). Questo lo scopo del documento predisposto dal Gruppo di Lavoro “Ingegneria Forense” del Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) in tema di onorari, indennità e spese dei CTU.  
 

Compensi CTU: la normativa

Il CNI ricorda che in materia di liquidazione degli onorari e delle spese che competono a Periti e Consulenti Tecnici di Ufficio, le norme vigenti sono:
- Legge 319/1980 sui compensi per periti di cui rimane valido solo art. 4 (come modificato dall’art. 1 del DM 30 maggio 2002);
- DPR 115/2002 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia) che nell’art.49 in particolare, afferma il diritto degli ausiliari del Magistrato di ricevere, a fronte della prestazione esercitata, l’onorario, l’indennità di viaggio e di soggiorno, le spese di viaggio e il rimborso delle spese sostenute per il compimento dell’incarico;
- DM 30 maggio 2002 sull’adeguamento dei compensi spettanti per le operazioni eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria in materia civile e penale;
- Allegato al DM 30 maggio 2002 con le tabelle contenenti la misura degli onorari fissi e di quelli variabili dei periti e dei consulenti tecnici, per le operazioni eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria in materia civile e penale.
 
Il Consiglio Nazionale però evidenzia che “queste norme presentano diverse carenze, sia perché molte prestazioni richieste dai Giudici non vi sono rappresentate, sia a causa della poca chiarezza che è stata causa di errori e dubbi interpretativi”.
 

Compensi CTU, modalità per una corretta richiesta

Il documento del CNI quindi si pone come un vademecum per il Perito o Consulente Tecnico del Giudice e del Pubblico Ministero, nella determinazione del compenso.
 
Specifica, ad esempio, che per determinare un compenso adeguato bisogna prima di tutto esaminare il quesito del Giudice, per verificare se si riferisce ad un unico tema o soggetto, oppure a una pluralità di temi o soggetti.
 
Successivamente si devono individuare gli articoli dell’Allegato al DM 30 maggio 2002 applicabili e determinare il compenso onorario per ciascuna prestazione effettuata, ovvero per ogni articolo dell’Allegato al D.M. 30 maggio 2002 considerato.
 
Bisogna anche verificare la sussistenza delle condizioni per l’applicazione dell’art.52 del DPR 115/2002, il quale prevede che, per le prestazioni di eccezionale importanza, complessità e difficoltà, gli onorari possano essere aumentati sino al doppio.
 
Infine bisogna elencare le spese e precisare che la somma richiesta deve essere considerata al netto dell’IVA e del contributo previdenziale obbligatorio.
 

Calcolo del compenso per CTU: verso protocolli d’intesa

Il CNI auspica che tale documento venga presentato, da ciascun Ordine Provinciale, al Presidente del Tribunale, al Procuratore della Repubblica e al Presidente della Corte d’Appello della giurisdizione di competenza, affinché possa costituire riferimento per i Magistrati sulla cui base liquidare, a C.T.U. e Periti, compensi omogenei in tutte le sedi giudiziarie.
 
In particolare il Consiglio Nazionale spera che la guida possa preludere alla sottoscrizione di protocolli d’intesa, finalizzati a conseguire un’interpretazione comune dei criteri di liquidazione, che contengano un modello di richiesta di liquidazione approvato dall’Autorità Giudiziaria come ausilio per gli ingegneri.

 

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