Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Sismabonus acquisto, spetta anche quando si demolisce un immobile e se ne ricostruiscono tre
NORMATIVA Sismabonus acquisto, spetta anche quando si demolisce un immobile e se ne ricostruiscono tre
PROFESSIONE

Ingegneri e architetti, fatturati giù del 23% e del 33% negli ultimi 10 anni

di Rossella Calabrese

Fondazione Inarcassa: reddito annuo intorno ai 19 mila euro, 10 mila in meno rispetto alla media europea

Vedi Aggiornamento del 16/05/2018
Commenti 12601
09/06/2016 - Tra il 2007 e il 2014 il reddito dei professionisti autonomi è diminuito di oltre il 18%; i fatturati degli ingegneri e degli architetti sono calati del 23% e del 33% tra il 2006 e il 2015.
 
I dati (fonte Adepp) sono stati ripresi ieri da Fondazione Inarcassa, che li ha analizzati in relazione alla crisi economica e alla conseguente contrazione dei consumi, che hanno avuto un forte impatto sui lavoratori indipendenti, i quali nel nostro Paese rappresentano oggi un quarto degli occupati, una quota in decrescita ma decisamente più elevata della media europea.
 
Fondazione Inarcassa (braccio operativo sui temi della professione creato da Inarcassa) ha voluto approfondire, attraverso uno studio realizzato dalla Fondazione EYU (Partito Democratico e PSE), il tema del reddito dei professionisti al fine di individuare le criticità che hanno portato al deterioramento del terziario avanzato e analizzare l’attuale impianto legislativo che interessa la categoria, anche attraverso la ricerca ragionata di ciò che avviene in Europa.
 

Ingegneri e architetti, redditi e fatturati in calo

‘Emblematica’ è stata definita la condizione di ingegneri e architetti, i cui fatturati - tra il 2006 e il 2015 - sono scesi rispettivamente del 23% e del 33%, con un reddito annuo intorno ai 19 mila euro, ossia ben 10 mila euro in meno rispetto alla media europea. In Italia il settore delle costruzioni, da sempre ritenuto strategico per il Paese, ha poi perso il maggior numero di occupati durante la crisi (-24,4%).
 
Un risultato sconfortante, paragonabile solo a quello conseguito dai vicini spagnoli.  È chiaro ed evidente che le cause sono state molteplici, a cominciare dalla contrazione dei consumi interni, per passare all’indebitamento sia da parte dei privati sia da parte delle Pubbliche Amministrazioni.
 
In Italia - spiega Fondazione Inarcassa - il crollo degli investimenti per la progettazione è stato del 71% tra il 2006 e il 2015 (fonte Cresme). Un dato a dir poco sconcertante se si pensa che, rispetto all’Europa, nella nostra Penisola vi è, in assoluto, il più alto numero di architetti (oltre 150.000). Una situazione che ha impattato inevitabilmente sulle prestazioni offerte, sempre più legate ad adempimenti tecnico-burocratici (redazione capitolati, perizie, ecc.) e sempre meno agli aspetti propri dell’architettura.
 
Anche agli ingegneri le cose non sembrano essere andate meglio. Infatti, nel 2013, il calo dei fatturati è stato del 4,1% per gli iscritti a Inarcassa e del 13,6% per le società di ingegneria. A pesare sui conti di questi professionisti sono stati anche i ritardi nei pagamenti. Basti pensare che - sempre nel 2013 - la percentuale di architetti con crediti residui si è attestata al 68% (+6% rispetto al 2012). Addirittura nel 2015 i giorni necessari per vedersi saldare una fattura da parte della PA sono arrivati a 141, portando il 31% dei professionisti a indebitarsi con banche e fornitori.
 

Le soluzioni contro la crisi dei professionisti

In questo panorama, assolutamente negativo - osserva la Fondazione -, la categoria degli architetti e degli ingegneri, con la proverbiale creatività e fantasia, cerca di superare il profondo malessere attraverso la creazione di co-working, di nuove forme aggregative e piani di espansione dell’attività professionale all’estero. Questa difficile trasformazione deve essere, però, adeguatamente supportata.
 
Filippo Taddei, Responsabile economico del PD ha commentato: “Continua l’impegno del Partito Democratico, anche attraverso il lavoro della sua Fondazione di studi EYU e in collaborazione con la Fondazione Inarcassa, nell’estendere le tutele del lavoro autonomo seguendo le effettive esigenze delle sue molteplici sfaccettature. Infatti, con lo studio oggetto della presentazione abbiamo, dopo aver approfondito le specifiche esigenze di architetti e ingegneri, affrontato, con alcuni loro rappresentanti, possibili soluzioni per offrire a questo importante settore del lavoro autonomo tutele efficaci”.
 
“In questo quadro - ha aggiunto Andrea Tomasi, Presidente Fondazione Inarcassa - il Jobs Act per gli autonomi è certamente sintomo di una nuova attenzione riservata dal Governo al mondo delle partite iva e delle professioni ordinistiche, con la finalità di tutelare il lavoro autonomo al fine di riaffermarne la dignità e l’importanza anche per l’economia nazionale. Esso rappresenta anche un primo tassello per la creazione di opportunità di lavoro e per lo sviluppo di filiere produttive nel settore delle costruzioni, con riferimento al quale ci aspettiamo che il nuovo Codice degli appalti dia un’effettiva spinta al processo di semplificazione e al riconoscimento del fondamentale ruolo della qualità architettonica, riaffermando così la centralità della progettazione che si è persa in questi anni”.
 
Il Rapporto è stato presentato durante un incontro privato presso la Camera di Commercio di Roma alla presenza, tra gli altri, di: Maurizio Sacconi, Presidente Commissione Lavoro e Previdenza Sociale al Senato; Tiziano Treu, già Ministro del Lavoro; Annamaria Parente, Membro Commissione Lavoro al Senato; Bruno Brusacca, Capo segreteria tecnica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Marco Leonardi, Consigliere economico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui