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PROFESSIONE

Tariffa di riferimento e equo compenso, le proposte di Inarsind

di Paola Mammarella

Già deluse le richieste del sindacato: al Congresso nazionale degli Ingegneri l’Antitrust ha affermato che sui compensi non si torna indietro

Vedi Aggiornamento del 31/01/2019
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28/06/2016 - Non ha fatto in tempo a chiedere l’introduzione di una tariffa di riferimento collegata ad un equo compenso che Inarsind, il sindacato nazionale architetti e ingegneri liberi professionisti italiani, è stato deluso, a distanza di pochissimi giorni, dalle posizioni che l'Antitrust ha espresso al 61° Congresso nazionale degli Ordini degli ingegneri d’Italia.
 
Durante il 9° Congresso nazionale di Inarsind sul tema “Ripresa delle libere professioni tecniche: analisi e proposte” è stata approvata una mozione che chiede l’equo compenso per i progettisti, iniziative per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati, la revisione del sistema di formazione universitaria, la deroga triennale ai requisiti tecnici-professionali ed economico-finanziari per la partecipazione alle gare di ingegneria e architettura.
 

Mozione Inarsind per i liberi professionisti

Nel documento messo a punto da Inarsind si legge che architetti e ingegneri hanno una funzione di intermediazione tra le esigenze della collettività e gli interessi economici. Per garantire questo equilibrio Inarsind ritiene indispensabili delle azioni per:
- valorizzare il ruolo del progettista nella costruzione e gestione delle opere;
- evitare doppi lavori e concorrenza sleale;
- creare strutture flessibili in cui i professionisti possono collaborare;
- facilitare l’ingresso dei giovani;
- incentivare la cooperazione tra associazioni di categoria;
- promuovere un nuovo welfare;
- determinare una corretta definizione delle competenze dell’area tecnica.
 
Sulla base di questi obiettivi, Inarsind ha approvato una mozione per la ripresa della libera professione tecnica che prevede:
 
1. decisa politica volta alla modernizzazione e alla messa in sicurezza del Paese che guardi principalmente alla rigenerazione “smart” degli edifici esistenti, intesa anche come messa a norma sismica ed efficientamento energetico sia delle strutture pubbliche (scuole, ospedali, caserme, prefetture...) che private, alla messa in sicurezza rispetto al dissesto idrogeologico ed alle infrastrutture strategiche.
2. semplificazione ed efficacia delle procedure ed efficienza della P.A.;
3. introduzione di una tariffa di riferimento che abbia comunque come cardine un “equo compenso” così come previsto dall’art. 36 della Costituzione Italiana;
4. deroga triennale ai requisiti di carattere tecnico-professionale ed economico finanziario per le gare di servizi di architettura e ingegneria, al fine di ampliare la platea dei partecipanti ed in particolare dei giovani; considerando nel triennio di deroga il curriculum maturato nell’intera vita professionale;
5. revisione profonda della riforma delle professioni del 2012, con particolare riferimento alla formazione obbligatoria, agli standard assicurativi minimi, alla composizione dei Consigli di Disciplina, ai meccanismi elettorali dei Consigli Nazionali e degli Ordini Provinciali, al ruolo di rappresentanza affidato in via esclusiva alle organizzazioni ad iscrizione volontaria;
6. revisione del percorso formativo universitario che, con la riforma del 3+2, ha dimostrato tutti i suoi limiti sia in termini di competenze che di specializzazioni anche in considerazione del fatto che oltre l’80% dei triennali prosegue gli studi;
7. introduzione di norme premiali atte a sostenere l’aggregazione delle strutture professionali individuali. 
 

Compensi dei professionisti, l'Antitrust delude le aspettative

Al 61° Congresso nazionale degli Ordini degli ingegneri d’Italia i professionisti sono stati delusi dalle posizioni espresse dall'Antitrust.
 
Il tema del giusto valore delle prestazioni ha visto contrapposti il Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI) e l’Authority per la tutela della concorrenza. La conclusione è stata chiara: sul tema delle tariffe non si può tornare indietro e per dare valore alle prestazioni professionali bisognerà battere altre strade, come la riorganizzazione degli Ordini.
 
In linea con queste conclusioni c’è anche la notizia dell’approvazione del nuovo Decreto parametri per la determinazione dei corrispettivi a base di gara. Le Stazioni Appalti potranno scegliere se utilizzarlo o no, col rischio che possa crearsi un panorama di incertezza. 
 

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