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PROGETTAZIONE

Acustica e spazi flessibili, i suggerimenti ai progettisti delle ‘Scuole Innovative’

di Paola Mammarella

A Milano confronto tra professionisti sul concorso di idee per la realizzazione delle scuole del futuro

Vedi Aggiornamento del 13/11/2018
24/06/2016 – Requisiti acustici e psicologia ambientale influenzano l’apprendimento, quindi se ne dovrà tener conto nella progettazione delle 52 scuole del futuro. Si è soffermata su questo e su altri temi la seconda tappa degli appuntamenti organizzati dalla Struttura di missione per l’edilizia scolastica dedicati agli approfondimenti dei temi legati al concorso di idee #scuoleinnovative.
 
Durante l’incontro, che si è svolto a Milano, è stato spiegato il funzionamento della piattaforma concorrimi, dando ai progettisti degli spunti frutto delle ricerche in materia di comfort ambientale.
 

Requisiti acustici degli edifici scolastici

Arianna Astolfi del Politecnico di Torino si è soffermata sulla necessità di garantire una buona comprensione verbale con un limitato sforzo vocale. Per questo è importante limitare i rumori esterni e la riverberazione di quelli interni. Elementi che si ripercuotono sull’apprendimento perché, dalle indagini condotte in diverse scuole, è emerso che quasi mai risulta comprensibile il 100% delle parole.
 
In base al Collegato Ambiente (L. 221/2015), nelle gare d’appalto per la realizzazione delle scuole è necessario rispettare i requisiti acustici contenuti nelle norme UNI 11367 e UNI 11532, che rientrano anche tra i criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione, lavori di nuova costruzione e manutenzione degli edifici della Pubblica Amministrazione.
 
L’Associazione italiana di acustica (Aia) sta quindi predisponendo delle linee guida a supporto della progettazione.
 

Psicologia ambientale e progettazione delle scuole

Simona Sacchi del Dipartimento di Psicologia dell’Università Milano – Bicocca ha offerto ai progettisti il contributo dato dalla “psicologia ambientale”, una disciplina che mette in relazione gli spazi con i processi cognitivi.
 
I progettisti dovranno tenere in considerazione che la progettazione architettonica degli ambienti avrà un impatto sulla psicologia e l’apprendimento. In spazi diversi da quelli attualmente diffusi sarà quindi più facile avviare percorsi pedagogici alternativi.
 
L’ing. Samuele Borri, direttore tecnologico di Indire, ha sottolineato che per esigenze connesse a nuove tendenze demografiche, al risparmio energetico e all’apprendimento, gli spazi delle nuove scuole devono essere ripensati. La scuola non è più chiusa, ma diventa aperta alla comunità e promuove i diversi modi di apprendimento. Le tecnologie e gli strumenti non sono relegate nei laboratori, ma sempre a disposizione degli studenti. Scompaiono i muri e le file di banchi perché gli ambienti diventano flessibili e adattabili a diverse esigenze. Per questo i progettisti lavorano a stretto contatto con gli utenti.
 
Un esempio in questa direzione sono stati gli Hackaton sull’edilizia scolastica, il concorso in cui gruppi di studenti hanno lavorato a idee e proposte per le nuove scuole che saranno a disposizione dei progettisti nella piattaforma Concorrimi.
 

Scuole innovative, il concorso di idee e le buone pratiche

Durante il convegno l’architetto Laura Galimberti della struttura di missione sull’edilizia scolastica ha spiegato le tempistiche del concorso di idee “Scuoleinnovative” e il funzionamento della piattaforma Concorrimi.
 
È stato inoltre illustrato il progetto Iscol@ della Regione Sardegna che finanzia la riqualificazione, la messa in sicurezza delle scuole e la realizzazione di nuovi edifici.
 
A fine lavori, Carlo Cappai, dello studio C+S Architects, ha spiegato il caso della scuola primaria di Chiarano. Sono intervenuti inoltre Michele Zini (ZPZ Partners) con la scuola primaria “Loris Malaguzzi” di Reggio Emilia e quella dell’infanzia di Poggiorusco (Mantova). Ha chiuso la giornata Guendalina Salimei (T Studio) che ha illustrato la ristrutturazione della scuola Mazzacurati del Corviale a Roma.

 
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