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RISPARMIO ENERGETICO

Fotovoltaico sugli edifici, non è richiesto l’aggiornamento catastale

di Paola Mammarella

Agenzia Entrate: la variazione va dichiarata solo se l’impianto aumenta del 15% il valore capitale degli immobili in classe D ed E

Vedi Aggiornamento del 21/03/2017
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16/06/2016 – Bisogna presentare un atto di aggiornamento catastale per l’installazione di impianti fotovoltaici? Secondo l’Agenzia delle Entrate dipende da alcuni fattori.
 

Impianti fotovoltaici e Catasto

Con la circolare 27/E, pubblicata nei giorni scorsi, il Fisco ha spiegato che, in generale, per le installazioni fotovoltaiche realizzate su edifici e su aree di pertinenza di fabbricati o unità immobiliari non esiste l’obbligo di accatastamento come unità immobiliari autonome.

In questo caso i pannelli vengono assimilati agli impianti di pertinenza degli immobili.
 

Impianti fotovoltaici sui capannoni

Se gli impianti fotovoltaici sono di pertinenza di unità immobiliari a destinazione speciale e particolare, censite al catasto edilizio urbano nelle categorie dei gruppi D e E (capannoni, alberghi, ospedali, stazioni per servizi di trasporto ecc.), si ha l’obbligo di dichiarare la variazione se l’impianto aumenta il valore capitale dell’unità immobiliare di una percentuale almeno pari al 15%.

Per capire quando si verifica un aumento del valore capitale bisogna prendere in considerazione le componenti immobiliari rilevanti, cioè  il suolo (in caso di impianti a terra) o l’elemento strutturale (solaio o copertura) su cui sono ancorati i pannelli fotovoltaici, la presenza di locali tecnici che ospitano i sistemi di controllo e trasformazione, eventuali recinzioni.
 

Catasto, fotovoltaico e imbullonati

Ricordiamo che con la Legge di Stabilità 2016 gli “imbullonati” non vengono conteggiati nella determinazione della rendita catastale e quindi non influiscono sul pagamento delle tasse. Questo significa che i proprietari degli immobili appartenenti alle categorie D ed E hanno potuto presentare atti di aggiornamento per la rideterminazione della rendita catastale degli immobili già censiti.

In questo modo, macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo, prima conteggiati nella rendita, sono stati esclusi e i proprietari avranno un vantaggio dal punto di vista fiscale.

Per fugare ogni dubbio, sull’argomento si è espressa anche l’Agenzia delle Entrate, che con la circolare 2/E, emanata a febbraio, ha spiegato che nella determinazione della rendita devono essere esclusi anche gli inverter e i pannelli fotovoltaici. Fanno eccezione quelli integrati nelle coperture o nelle pareti e quelli che aumentano il valore almeno del 15%.  

 


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