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RISPARMIO ENERGETICO

Rinnovabili non fotovoltaiche, pubblicato il decreto con i nuovi incentivi

di Rossella Calabrese
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Entro il 20 agosto i bandi GSE per l’iscrizione al registro e per le procedure d’asta

Vedi Aggiornamento del 01/02/2017
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30/06/2016 - È stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto che disciplina gli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.
 
Si tratta del DM 23 giugno 2016 che il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha firmato la scorsa settimana, in occasione della presentazione a Palazzo Chigi del pacchetto #energienove da 9 miliardi di euro in 20 anni per le rinnovabili.
 

Gli incentivi per le rinnovabili non fotovoltaiche

Il decreto per le rinnovabili diverse dal fotovoltaico metterà a disposizione, a regime, 435 milioni di euro all’anno per impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di interventi di potenziamento o di rifacimento ed entrati in esercizio dal 1° gennaio 2013.

Il Decreto garantisce incentivi specifici per ciascuna fonte. In particolare, alle tecnologie “mature” più efficienti (come l’eolico) viene assegnata circa la metà delle risorse disponibili. La restante parte è equamente distribuita tra le tecnologie ad alto potenziale, con forti prospettive di sviluppo e penetrazione sui mercati esteri (come il solare termodinamico), e alle fonti biologiche il cui utilizzo è connesso alle potenzialità dell’economia circolare. 

Complessivamente, il settore con uno stanziamento di incentivi maggiori sarà quello delle biomasse, con 105 milioni di euro per la valorizzazione energetica di scarti e dei residui dell’agricoltura. Il solare termodinamico potrà contare su 98 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie innovative, l’eolico conterà su 85 milioni per l'on-shore e su 10 milioni per l'off-shore. All'idroelettrico andranno 61 milioni di euro, al geotermico 37 milioni.
 
29 milioni di euro, invece, saranno messi a disposizione dei “rifacimenti”, ovvero saranno utilizzati per incentivare le bonifiche e le riqualificazioni di vecchie centrali con l’obiettivo del mantenimento in efficienza della potenza (eolica e idrica, soprattutto) esistente, a costi contenuti e con un miglioramento dell’efficienza impiantistica, senza nuovi impatti ambientali. Il periodo di incentivazione avrà durata di 20 anni (25 per il solare termodinamico). 

Per richiedere gli incentivi sono previste tre differenti modalità, a seconda della tipologia di fonte e della potenza dell’impianto:
1) accesso diretto;
2) iscrizione al Registro o al Registro per interventi di rifacimento;
3) partecipazione a Procedure d’Asta al ribasso sulla tariffa incentivante.
 

Già operativa la procedura con accesso diretto

Per l'accesso diretto si può presentare richiesta fino al 31 dicembre 2017 o, in ogni caso, entro 30 giorni dalla data dell’eventuale raggiungimento del tetto di 5,8 miliardi di euro annui, attualmente a quota 5,553 miliardi di euro (contatore Gse).

Le richieste di accesso diretto agli incentivi devono essere presentate in via telematica attraverso  il Portale FER-E, già in uso per le richieste di incentivo ai sensi del DM 6 luglio 2012.
 

Entro il 20 agosto i bandi del GSE

La procedura mediante aste al ribasso differenziate per tecnologia è prevista per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti inferiori a tale soglia dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri. Entro il 20 agosto 2016 il GSE pubblicherà i bandi per l’iscrizione al registro e per le procedure d’asta. Per l’iscrizione al registro si potranno presentare le domande entro fine ottobre 2016; per la partecipazione alle aste al ribasso entro fine novembre 2016.

Le Procedure Applicative del nuovo Decreto saranno pubblicate sul sito del GSE entro il 15 luglio 2016. Tutte le informazioni sul decreto sono disponibili nella nuova sezione web Incentivi DM 23 giugno 2016.
 

L’iter del decreto per le rinnovabili non fotovoltaiche

Il Decreto ha avuto una storia lunga oltre un anno: annunciato nel maggio 2015 dall’allora Ministro Federica Guidi, era subito stato criticato dai produttori di energia rinnovabile e dalle associazioni ambientaliste perché avrebbe “ridotto gli incentivi, fatto regali generosi agli inceneritori’ e ‘bloccato il settore delle rinnovabili’.
 
Ciononostante, a settembre 2015 il decreto ha incassato il primo via libera del Ministero dello Sviluppo economico. A novembre 2015 la Conferenza Unificata ha promosso il testo, con un nuovo metodo di calcolo, che mantenendo fermo il tetto di 5,8 miliardi di euro all’anno, fa retrocedere il contatore, consentendo l’accesso ad altri investitori che hanno realizzato impianti alimentati da energie rinnovabili, mettendo in pratica a disposizione 800 milioni di euro in più.
 
A questo punto la strada per la Gazzetta Ufficiale sembrava spianata, ma il Governo italiano non aveva fatto i conti con la Commissione Europea che, dopo aver attentamente verificato la compatibilità del decreto con le linee guida sugli aiuti di Stato in materia di energia e ambiente, ha dato il via libera solo nell’aprile 2016. Il decreto, firmato dal Ministro Calenda il 24 giugno e pubblicato in Gazzetta ieri, è dunque pronto per diventare operativo.
 
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