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AMBIENTE

Case cantoniere, ecco il bando di concessione per le prime 30

di Rossella Calabrese
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Diventeranno alberghi, ristoranti, bar e infopoint turistici; domande entro il 31 ottobre. Da Anas un Manuale per progettarle

Vedi Aggiornamento del 14/11/2018
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21/07/2016 - Alberghi, ristoranti, punti di informazione a sostegno degli automobilisti. Questo diventeranno le case cantoniere abbandonate disseminate lungo le strade statali italiane.
 
È stato presentato ieri il bando di gara per assegnare in concessione le prime 30 case cantoniere, situate sulla rete stradale Anas in Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Puglia. Scarica la lista

Sono entrate a far parte di questa prima fase del progetto di riqualificazione quelle case che, anche grazie alla collocazione geografica, hanno potenzialità per sviluppare servizi sinergici con i piani di valorizzazione turistico-culturale del territorio.
 

Case cantoniere, il progetto di riqualificazione

Le case cantoniere, nate nel 1830 e caratterizzate da quel colore rosso pompeiano che le ha rese celebri e riconoscibili nel tempo, diventeranno alberghi, ristoranti, bar e punti di informazione, restando un punto di riferimento importante a sostegno degli automobilisti.
 
L’obiettivo del progetto pilota è, infatti, quello di aumentare i servizi al cliente stradale, sviluppando un brand associabile a concetti di autenticità, genuinità e legame con il territorio, con grande attenzione alla sostenibilità ambientale, all’efficienza energetica, alla sicurezza e all’innovazione tecnologica delle infrastrutture.
 
E ancora: promuovere l’identità territoriale evidenziando le unicità del patrimonio locale. Le nuove attività imprenditoriali saranno lo strumento per far conoscere e apprezzare gli aspetti naturalistici, storici, culturali ed enogastronomici del territorio in cui si trova la casa cantoniera. Un altro aspetto importante del progetto sarà il coinvolgimento nella promozione e nella realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale di altre realtà esistenti sul territorio.
 
La ristrutturazione dell’immobile sarà a carico di Anas mentre il concessionario avrà il compito di sviluppare le attività imprenditoriali in coerenza con le linee guida del bando, garantendo i servizi di base definiti: pernottamento, bar e ristoro, free Wi-Fi, postazioni di ricarica per i veicoli elettrici e info point di informazione turistica.
 

Il Manuale di progettazione

Per “contribuire alla rinascita di parte di quell’eccezionale patrimonio architettonico, sociale, culturale rappresentato dalle più di mille case cantoniere sparse sul territorio italiano”, l’Anas ha pubblicato il Manuale di progettazione.
 
Il testo ha l’obiettivo di aiutare i progettisti nel recupero e valorizzazione delle case cantoniere e indica i requisiti che i progetti dovranno avere per essere ammessi al bando. Il principio da seguire è quello della ‘conservazione attiva’: il progetto dovrà mantenere le peculiarità storico-stilistiche della casa dandole una nuova funzione, che costituisca una leva per lo sviluppo locale, senza dimenticare le tematiche dell’ecosostenibilità e dell’efficienza energetica. 
 

Il bando di gara

Turismo, cultura, accoglienza, ristorazione, ospitalità: sono le tipologie del servizio che le case cantoniere inserite nel progetto pilota dovranno offrire ai clienti su tutto il territorio. Il bando di gara è rivolto a start-up, singoli imprenditori, consorzi, aziende, associazioni, cooperative: ai fini dell’aggiudicazione conterà la capacità di sviluppare un progetto economicamente sostenibile e coerente con le finalità del modello proposto da Anas.
 
La ristrutturazione dell’immobile è a carico di Anas mentre il concessionario corrisponderà un canone di concessione, oltre ad un contributo variabile in funzione del fatturato generato dall’attività imprenditoriale. I contraenti saranno individuati sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Le concessioni dureranno 10 anni, trascorsi i quali si procederà ad un nuovo bando di gara.
 
Il bando di gara per la “Concessione della gestione e valorizzazione di trenta Case Cantoniere” è stato pubblicato venerdì 15 luglio 2016 sulla Gazzetta Ufficiale n. 81. Le offerte digitali, corredate dalla documentazione richiesta, dovranno pervenire sul Portale Acquisti di Anas https://acquisti.stradeanas.it, a pena di esclusione, entro le ore 12.00 del 31 ottobre 2016. L’obiettivo è quello di aprire la prima casa cantoniera a giugno 2017.
 

Anas e Agenzia del Demanio

Il progetto di riqualificazione degli immobili è il frutto della collaborazione tra Anas, Ministero per i Beni Culturali, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Agenzia del Demanio che lo scorso dicembre 2015 avevano sottoscritto un Protocollo d’intesa per la valorizzazione delle case cantoniere.
 
A tale scopo, un tavolo tecnico composto dai firmatari ha lavorato in questi mesi per definire le modalità per rendere operativo il progetto e lo standard di servizi che ciascuna casa cantoniera dovrà offrire al cliente stradale, assicurando così la massima uniformità alla rete e conservando al tempo stesso un forte elemento identitario.

“Utilizzare la leva del riuso per rigenerare il nostro patrimonio immobiliare - ha dichiarato Roberto Reggi, Direttore dell’Agenzia del Demanio - è un’occasione di sviluppo culturale, sociale ed economico. Su questo fronte sono numerose le iniziative che l’Agenzia del Demanio ha avviato per il recupero dei beni pubblici. Con il progetto delle case cantoniere si apriranno spazi di accoglienza e vivibilità in immobili oggi in disuso, lungo i più suggestivi percorsi religiosi, turistici e naturalistici del nostro Paese”.
 
“Il Progetto di riqualificazione delle case cantoniere - ha spiegato il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani - rappresenta un modello innovativo di gestione, rispettoso del paesaggio e dell’ambiente, che sviluppa attività di networking e valorizza gli asset immobiliari dell’azienda. Gli interventi di ristrutturazione, per i quali Anas ha previsto un investimento di circa 7,5 milioni di euro in tre anni, a partire da quello in corso, contribuiranno a potenziare il valore del patrimonio aziendale e a preservarlo nel tempo, sostenendo l’identità locale e creando al contempo occupazione, nuova imprenditoria e sviluppo per il territorio”.

Video “Le case cantoniere Anas: nasce una nuova forma di accoglienza
Video “Case cantoniere: viaggiare, fermarsi, riscoprire

 
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