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ANTINCENDIO

Antincendio, Inarsind chiede un anno in più per l’aggiornamento

di Alessandra Marra

'L’offerta formativa dell’ultimo quinquennio non è stata sufficiente a coprire il numero di abilitati'

Vedi Aggiornamento del 07/03/2017
12/07/2016 – Prorogare di un anno i termini per rimanere nell’elenco dei professionisti antincendio al fine di consentire la conclusione delle 40 ore di aggiornamento. 
 
Questa la richiesta che Inarsind, il Sindacato degli Ingegneri ed Architetti liberi professionisti, ha fatto al Ministero dell’Interno. 
 

Antincendio: proroga e nuovi corsi d’aggiornamento

Oltre alla proroga, Inarsind ha proposto di stabilire un termine entro il quale gli interessati all’aggiornamento debbano darne notizia al proprio Ordine di appartenenza in modo che sia poi garantita la possibilità di organizzare la formazione entro i nuovi termini di scadenza.
 
Inarsind ritiene necessario, in un momento di grave crisi per le libere professioni, far sì che le qualificazioni dei professionisti vengano mantenute ed accresciute in maniera tale da potersi proporre sul mercato in modo sempre più professionale e competitivo e, anche alla luce di questo aspetto, auspica un accoglimento della propria richiesta.
 

Professionisti antincendio: carenza nella formazione

Ricordiamo che, a seguito del DM 5 agosto 2011, è stato introdotto il percorso di aggiornamento di 40 ore che i professionisti abilitati devono effettuare nell’arco di cinque anni dalla data di iscrizione negli elenchi, pena la sospensione dei requisiti.
 
Per coloro che erano già iscritti alla data di entrata in vigore del Decreto, il termine ultimo per l’aggiornamento è il prossimo 27 agosto.
 
Secondo Inarsind però, i corsi attivati nel quinquennio di riferimento (2011-2016) per l’aggiornamento dei professionisti antincendio non sono stati sufficienti a coprire il numero di abilitati.
 
Inarsind fa notare che tale formazione può essere erogata, ai sensi dell’art. 4 del Decreto, solamente da “Ordini e Collegi professionali provinciali o, d’intesa con gli stessi, Autorità scolastiche o universitarie”; di conseguenza l’offerta formativa dell’ultimo quinquennio sul territorio nazionale non è stata sufficiente a coprire il numero di abilitati che avevano la necessità di effettuare l’aggiornamento per il mantenimento dei requisiti.
 
Una recente ricerca del CNI, infatti, afferma che circa il 65% dei professionisti interessati non ha ancora completato il percorso formativo e gli stessi Vigili del Fuoco hanno ultimamente acconsentito all’erogazione della formazione a distanza.
 
© Riproduzione riservata

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