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LAVORI PUBBLICI

Codice Appalti, Oice: ‘monitorare i bandi per evitare irregolarità’

di Paola Mammarella
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Chiesti anche chiarimenti sulla transizione da RUP a project manager e il ricorso a professionisti esterni alla PA

Vedi Aggiornamento del 30/12/2016
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15/07/2016 – Monitorare le gare d’appalto per assicurare la corretta applicazione del nuovo Codice Appalti e chiarire l’evoluzione del RUP in project manager. Sono le richieste avanzate da Oice, l'Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria.
 

Codice Appalti, monitoraggio dei bandi

Per evitare comportamenti anomali delle stazioni appaltanti nell’applicazione delle norme, l'OICE sostiene che sia necessario un attento monitoraggio dei bandi.
 
L'associazione è intervenuta nel dibattito sul crollo dei bandi registrato dopo l'entrata in vigore del Codice Appalti. "Giornalmente - ha spiegato Scicolone - monitoriamo decine di bandi di gara e iniziamo a notare qualche comportamento che a nostro avviso conferma le difficoltà che stanno incontrando le stazioni appaltanti, al di là dell’ovvio impatto di una normativa che ha preso atto dell‘esigenza di avere progetti esecutivi sui quali appaltare i lavori. In particolare stiamo notando casi in cui si ricorre alla formula dell’affidamento a contraente generale per procedure di importo limitato anche per pochi milioni di euro, sfruttando così i progetti definitivi già pronti “nel cassetto” prima dell’entrata in vigore del nuovo codice. Ancorché le motivazioni delle stazioni appaltanti possano essere lette nel senso di portare a compimento opere per la collettività, non bloccando il flusso degli investimenti sul territorio, siamo comunque di fronte ad un uso “ai limiti” del nuovo Codice”.
 
Ricordiamo infatti che, in base all’articolo 194 del nuovo Codice Appalti, l’affidamento a contraente generale può avvenire sulla base del progetto definitivo.
 
La consistente riduzione dei bandi di gara registrata nel settore dei lavori e dei servizi di ingegneria e architettura “ha determinato un impatto molto avvertito dagli operatori. Per questo il Vice Presidente OICE, Giorgio Lupoi, ha affermato " la centralità del progetto esecutivo deve rimanere elemento cardine della riforma, riteniamo nostro dovere segnalare all'ANAC ed al Ministero delle Infrastrutture quanto monitorato per valutare l’eventuale possibilità di permettere, solo per alcune opere i cui progetti sono già stati approvati e comunque di rilevante importanza, di andare in gara con il progetto definitivo (non esecutivo) e di predisporre una adeguata strumentazione di fondi per le amministrazioni per ottenere progetti esecutivi. In questo modo si potranno rendere esecutivi i progetti nei cassetti delle Amministrazioni.
 

Il RUP diventa project manager

Come previsto dalle linee guida dell’Anac, attuative del Codice Appalti, il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) avrà la "qualifica di project manager". Per il Presidente, Gabriele Scicolone: "l'indicazione formulata dall'Autorità presieduta da Raffaele Cantone va nel senso da noi auspicato e cioè verso un innalzamento delle competenze e della professionalità dei tecnici delle stazioni appaltanti che, davanti alle sfide di sempre maggiore complessità che sono chiamati ad affrontare, è necessario che evolvano professionalmente verso quei profili di project management che, nel settore privato e all'estero, consentono un più efficiente controllo dell'iter di gestione dei processi realizzativi dell'opera. Si tratta di una scelta, quella dell'ANAC, corretta e peraltro in linea anche con la disciplina dell'incentivo del 2%, che si muove nel senso della valorizzazione dell'efficienza e del controllo di tempi e costi. Soltanto con RUP-project manager e con una gestione dell'appalto permeata dalle logiche del project management tutto ciò sarà possibile".
 
L'obiettivo però, fa notare l'OICE, non può essere immediatamente raggiunto. "Una strada coraggiosa - sostiene Scicolone - sarebbe stata quella di prevedere che il RUP potesse essere anche nominato scegliendo project manager esterni cui attribuire le conseguenti qualifiche di pubblico ufficiale. Il Governo ha optato per una soluzione diversa e adesso bisogna chiarire bene il significato di qualifica di project manager".
 
“Si potrebbe ipotizzare - conclude Scicolone - di fare riferimento alle certificazioni in uso a livello internazionale - PMI e IPMA - oppure, più realisticamente, prevedere che la qualifica di project manager sia acquisita entro un determinato periodo, attraverso una corposa e qualificata attività di formazione professionale delle Pubbliche Amministrazioni”. Nel frattempo il presidente dell’Oice esorta il Governo a chiarire quali sono i requisiti che il RUP deve documentare, tenendo presente che è possibile ricorrere a supporti esterni come strumento di aiuto al RUP.
 
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