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NORMATIVA

Edilizia, Ance: la Pubblica Amministrazione continua a non pagare

di Paola Mammarella

Osservatorio congiunturale sulle costruzioni: le norme contro i ritardi nei pagamenti sono ancora una chimera

Vedi Aggiornamento del 04/07/2018
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08/07/2016 - Il problema dei ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione rimane molto diffuso e ad esserne colpito è prevalentemente il settore delle costruzioni. Il dato, che emerge dall’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni messo a punto dall’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), mostra come l’applicazione delle norme per il contrasto di questo fenomeno sia ancora una chimera.
 

Ritardo pagamenti in edilizia

Dopo un biennio 2013-2014 caratterizzato da una forte attenzione politica e mediatica al fenomeno dei ritardi di pagamento e dall’adozione, da parte del Governo nazionale, di numerose misure relative allo smaltimento dei debiti pregressi della Pubblica Amministrazione e al miglioramento delle condizioni di pagamento, negli ultimi mesi c’è stato un minore impegno delle istituzioni.
 
A livello europeo per fronteggiare i ritardi nei pagamenti è stata approvata la Direttiva 2011/07/UE, recepita in Italia con il D.lgs. 192/2012, che ha fissato a 60 giorni i limiti di tempo a disposizione della PA per il saldo delle fatture. Il Governo ha poi messo a punto una piattaforma per la certificazione dei crediti vantati dalle imprese e la loro cessione alle banche. Operazione che ha consentito a molte imprese di recuperare parte della liquidità mancante. Nonostante ciò l’Italia si è confermata peggior pagatore d’Europa e Bruxelles nel 2014 ha aperto una procedura di infrazione.
 
La situazione, ha sottolineato l’Ance, non è migliorata neanche con il superamento del Patto di stabilità interno previsto dalla Legge di stabilità per il 2016.
 
In media le imprese che realizzano lavori pubblici sono pagate 168 giorni (5 mesi e mezzo) dopo l’emissione degli Stati di Avanzamento Lavori, contro i 60 giorni previsti dalla normativa.
 

Ritardo pagamenti in edilizia, i motivi

Secondo l’Ance le Pubbliche Amministrazioni pagano in ritardo per una serie di motivi: mancato trasferimento dei fondi da parte di altre amministrazioni, mancanza di risorse di cassa, perenzione dei fondi, situazioni di dissesto finanziario dell’ente appaltante.
 
I principali enti responsabili dei ritardi sono i Comuni. Seguono Regioni, Province e, in ultima istanza, i Ministeri e le società partecipate.
 

Ritardo pagamenti in edilizia, gli effetti

Come conseguenza della mancanza di liquidità provocata dal ritardo nei pagamenti, le imprese riducono gli investimenti e il personale, rinunciano alla partecipazione agli appalti pubblici, dilazionano il pagamento delle imposte, dei fornitori e dei subappaltatori.
 
Dall’indagine dell’Ance è emerso che poche imprese hanno usato la piattaforma del Ministero dell’Economia per la certificazione del credito. Fino al primo semestre 2016, solo il 27% delle imprese ha utilizzato lo strumento. Nella maggior parte dei casi (il 53%), l’impresa ha chiesto la certificazione per effettuare operazioni che in passato sono sempre state effettuate senza la richiesta di certificazione elettronica, ad esempio per realizzare un’anticipazione del credito in banca. Solo il 4% delle imprese ha compensato i crediti con i debiti tributari.
 
Il sistema, conclude l’Ance, è inefficace perché non dà la possibilità di compensare i crediti nei confronti della PA. con debiti fiscali da pagare nel corso dell’anno.
 

Ritardo pagamenti in edilizia, miglioramenti in vista

Nel primo semestre 2016, sulla base dell’andamento degli investimenti nel settore dei lavori pubblici e delle precedenti rilevazioni, l’Ance stima in circa 8 miliardi di euro l’importo dei ritardi di pagamento alle imprese che realizzano lavori pubblici.
 
Nei prossimi mesi, le misure contenute nella Legge di stabilità per il 2016, relative al superamento Patto di stabilità interno, dovrebbero permettere di conseguire progressivamente un ulteriore miglioramento dei tempi di pagamento nel settore e di ridurre ulteriormente l’importo dei pagamenti arretrati.

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