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RISPARMIO ENERGETICO

Renovate Italy: il Codice Appalti scoraggia la riqualificazione degli edifici pubblici

di Paola Mammarella
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Sotto accusa le linee guida dell’Anac che regolano i contratti di Partenariato Pubblico Privato

Vedi Aggiornamento del 09/06/2017
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07/07/2016 – Il nuovo Codice Appalti non incentiva gli interventi di riqualificazione profonda degli edifici pubblici. Lo sostiene Renovate Italy, che ha presentato all’Autorità nazionale Anticorruzione (Anac) delle osservazioni sulle linee guida che regolano il Partenariato Pubblico Privato (PPP).
 
Secondo Renovate Italy, determinati interventi possono essere effettuati solo in PPP, ma i limiti sulla ripartizione dei rischi tra privati e Pubblica Amministrazione possono di fatto rendere realizzabili solo i lavori minori, che portano ad un risparmio energetico meno significativo.
 
Vediamo perché.
 

Riqualificazione energetica degli edifici pubblici

Renovate Italy ha evidenziato che se il costo dell’intervento deve essere ripagato solo dal risparmio energetico ottenuto, la Pubblica Amministrazione potrà effettuare solo piccoli lavori.
 
Negli interventi di riqualificazione energetica profonda spesso è necessario affiancare, alle risorse generate dal miglioramento dell’efficienza energetica, altri fondi che consentano di ridurre i tempi di ritorno degli investimenti. Con questo obiettivo è nato il Conto Termico, un meccanismo di incentivi graduati in base all’importanza dell’intervento (il massimo livello di sostegno, pari al 65% dei costi eleggibili, corrisponde alla trasformazione in edifici a energia quasi zero).
 
Questo sistema, secondo Renovate Italy, si coniuga con i contratti di PPP dato che il contributo è erogato a intervento concluso ed è integrato con il risparmio generato.
 
In altri termini, sostiene Renovate Italy nelle osservazioni presentate all’Anac, i contratti di PPP dovrebbero consentire la realizzazione di interventi di deep renovation nei casi in cui l’Amministrazione non disponga in via anticipata di tutte le risorse necessarie per affrontare l'investimento, ma abbia bisogno del contributo privato per anticipare le risorse che saranno fornite, dopo il completamento dei lavori, dal Conto Termico e dal risparmio energetico.
 

Codice Appalti, PPP e riqualificazione energetica

Per ottenere il contributo privato, l'Ente pubblico può stipulare un contratto di PPP, ma secondo Renovate Italy i limiti sulla ripartizione dei rischi tra privati e Amministrazioni e sulla quota di finanziamento pubblico possono creare delle difficoltà.
 
Il Codice Appalti e le linee guida sul PPP prevedono che i rischi del contratto pesino sul privato e che non possano essere trasferiti alle Amministrazioni. Ma non solo, perché il finanziamento a carico della Pubblica Amministrazione non può essere superiore al 30% del costo dell'investimento complessivo.
 
In base alle proiezioni di Renovate Italy, il rischio di domanda, cioè la possibilità che a intervento concluso manchi l’utenza, è trascurabile perché gli edifici pubblici hanno una funzione strategica per un gran numero di cittadini. Il rischio di disponibilità, legato alla capacità di erogare le prestazioni contrattuali pattuite, è rilevante, quindi i contratti devono essere formulati in modo tale da non scaricarlo sulle Amministrazioni pubbliche. Il limite di finanziamento pubblico pari al 30% dell’investimento complessivo appare invece irrealizzabile soprattutto se le risorse provenienti dal Conto Termico sono computate tra quelle a carico della Pubblica Amministrazione.
 
I limiti, conclude Renovate Italy, dovrebbero quindi essere rivisti.
 
La consultazione sulle linee guida dell’Anac in materia di PPP si è conclusa il 27 giugno. Resta ora da attendere la pubblicazione del testo definitivo per capire se i suggerimenti sono stati accolti.
 
© Riproduzione riservata

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