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AMBIENTE

Terremoto, per la ricostruzione non si seguirà il modello delle New Town

di Paola Mammarella

L'annuncio di Renzi in visita sui luoghi del disastro. Oggi in CdM lo sblocco dei primi 243 milioni di euro e la sospensione dei tributi

Vedi Aggiornamento del 23/09/2016
25/08/2016 – La macchina della ricostruzione post sisma sta iniziando a muoversi, ma non seguirà il modello delle New Town. Durante il Consiglio dei Ministri di stasera sarà dichiarato lo stato di emergenza nelle zone colpite e verranno sbloccati i primi 243 milioni del Fondo per le emergenze nazionali.
 

Terremoto, le risorse in campo

“Garantiremo la ricostruzione”, ha assicurato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha annunciato lo sblocco immediato dei 243 milioni di euro. Rassicurazioni analoghe sono arrivate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze.
 
L’Italia potrà inoltre attivare, entro dodici settimane, il Fondo europeo di solidarietà. Le risorse del Fondo saranno destinate a coprire i costi dell’emergenza, dal ripristino delle infrastrutture alla cura della popolazione.
 
Nel frattempo il Ministro dell’Economia e delle Finanze sta per varare un decreto con cui saranno sospesi i versamenti tributari e contributivi per i terremotati.
 

Terremoto, per la ricostruzione no alle New Town

Mentre la conta delle vittime è salita a 247, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha promesso una ricostruzione "che permetta agli abitanti di ripartire, di vivere questi borghi così belli". Si tratta, ha specificato, di “una sfida di credibilità e onore”.
 
Non verrà quindi seguito il modello delle New Town, utilizzato invece dopo il sisma de L’Aquila.
 
"La filosofia delle New Town porta tante disfunzioni", ha commentato da Arquata, uno dei comuni terremotati, la presidente della Camera, Laura Boldrini.
 
Si punterà quindi sulla ricostruzione, il ripristino e la messa in sicurezza dei borghi esistenti. Misure che richiederanno un considerevole impegno economico e una base normativa in grado di incentivare gli interventi e garantire la sicurezza di tutti gli edifici, nuovi ed esistenti.
 
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Altri commenti
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Michele

Sì, si ricostruiranno i borghi: si dice oggi, ma in quanti anni e anni? Ed intanto la popolazione dove sarà alloggiata PROVVISORIAMENTE? Si tenga conto che la gente, una volta sistemata per anni DIVERSAMENTE si abituerà a nuovi modelli di vita.


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