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AMBIENTE

Terremoto, pronto il progetto ‘Casa Italia’

di Paola Mammarella
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Casette di legno entro tre o quattro mesi; poi la ricostruzione nel rispetto dei borghi storici e un piano nazionale di prevenzione

Vedi Aggiornamento del 23/02/2017
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30/08/2016 – Sarà presentato a breve il progetto di prevenzione e messa in sicurezza del territorio “Casa Italia”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha anche comunicato le fasi per la gestione dell’emergenza e la ricostruzione.
 
Ma nell’immediato gli obiettivi del Governo sono spostare al più presto i terremotati dalle tende e terminare la realizzazione delle casette di legno temporanee entro tre o quattro mesi.
 
Parlando con i sindaci dei terremoti colpiti dal sisma, Renzi ha annunciato che “al massimo entro qualche settimana bisognerà decidere se far arrivare i container o trasferire la gente negli hotel e nei residence della zona. La scelta va lasciata alla gente".
 
Si tratta di una sistemazione provvisoria perché sono in arrivo i moduli abitativi provvisori (Map), cioè le casette di legno già utilizzate a Onna dopo il sisma dell’Aquila.
 
Sono inoltre  in fase di realizzazione anche i moduli di utilizzo provvisorio scolastico (Musp), che consentiranno la regolare ripresa delle attività didattiche, prevista a breve.
 

Prima fase: le casette di legno

La velocità sarà assicurata dal fatto che la gara per la scelta delle imprese che dovranno realizzare le casette di legno è già stata fatta e sono stati stanziati 1,2 miliardi di euro. Il Dipartimento della protezione Civile ha infatti bandito una serie di gare Consip preventive, per non trovarsi impreparato in caso d'emergenza. Una di queste gare riguarda proprio la fornitura di "soluzioni abitative d'emergenza” ed è stata aggiudicata a tre imprese.
 
I moduli saranno da 40, 60 e 80 metri quadri, rispettivamente per nuclei familiari di 2, 3/4 e 5/6 persone. I tecnici del Dipartimento hanno stimato che, solo per Amatrice, ne serviranno circa 600.
 

Seconda fase: ricostruzione trasparente

Dopo la sistemazione dei terremotati si passerà alla ricostruzione vera e propria. Il presidente del Consiglio, Mattero Renzi, punta ad avere un piano preciso degli interventi entro il 15 ottobre, data entro cui il Governo approva la Legge di Stabilità.
 
Nelle intenzioni del Governo, la ricostruzione dovrà sì essere veloce, ma soprattutto trasparente. Per questo motivo l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) opererà congiuntamente alla Protezione Civile.
 
“Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile a cominciare da quelli inviati via sms dagli italiani al numero della protezione civile - ha assicurato Renzi – per fare del nostro meglio – senza annunci roboanti – restituire un tetto a queste famiglie e restituire un futuro a queste comunità”.
 

Terza fase: prevenzione e Casa Italia

Oltre alla ricostruzione, secondo Renzi serve un “cambio di mentalità” perché “quello che in passato è spesso mancato è la costruzione di un progetto paese basato sulla prevenzione. Questo è il senso del progetto Casa Italia che nei prossimi giorni presenterò a tutti i soggetti interessati, ai professionisti, ai rappresentanti di comuni e regioni, ai sindacati e alle associazioni di categoria, agli ambientalisti e ai costruttori”, ha annunciato Renzi.

“Il fatto che per 70 anni non siamo riusciti a far partire un progetto coordinato e strategico di prevenzione significa che questa sfida non è facile, fa tremare i polsi. Ma il fatto che sia una sfida difficile, non è un buon motivo per non provarci. È un progetto di lungo respiro, che richiederà anni, forse un paio di generazioni, come ieri mi diceva con lucidità e visione un grande italiano quale Renzo Piano. Ma il fatto che sia un progetto a lungo termine, non è un buon motivo per non iniziare subito”.

“In Casa Italia immagino di inserire non solo i provvedimenti per l’adeguamento antisismico ma anche gli investimenti che stiamo facendo e che continueremo a fare sulle scuole, sulle periferie, sul dissesto idrogeologico, sulle bonifiche e sui depuratori, sulle strade e sulle ferrovie, sulle dighe, sulle case popolari, sugli impianti sportivi e la banda larga, sull’efficientamento energetico, sulle manutenzioni, sui beni culturali e sui simboli della nostra comunità”.
 
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