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LAVORI PUBBLICI

Codice Appalti, a breve operativa la cabina di regia

di Paola Mammarella

Si occuperà di monitorare lo stato di attuazione delle nuove norme e segnalare eventuali difficoltà alla Commissione Europea

Vedi Aggiornamento del 15/09/2016
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24/08/2016 – Sarà operativa a breve la cabina di regia per il monitoraggio dello stato di attuazione del Codice Appalti. Lo prevede il dpcm, attuativo del Codice, che ha regolato la composizione, i compiti e le modalità di funzionamento del nuovo ente.
 

I compiti della cabina di regia

Come richiesto dal Codice Appalti, la cabina di regia dovrà effettuare una ricognizione sullo stato di attuazione della nuova normativa sui contratti pubblici e sulle difficoltà riscontrate dalle stazioni appaltanti per individuare eventuali soluzioni correttive.
 
Con questi obiettivi dovrà valutare le proposte di modifica avanzate dagli operatori e coordinare l’adozione di linee guida e testi unici per facilitare la comprensione delle nuove regole.
 
La cabina di regia agirà anche sul fronte dello sviluppo tecnologico, promuovendo la digitalizzazione delle fasi del processo di acquisto e la diffusione degli strumenti informatici. Promuoverà infine accordi e protocolli di intesa per agevolare la bancabilità delle opere pubbliche.
 
I dati sui casi di applicazione non corretta delle norme e sul livello di partecipazione delle piccole e medie imprese (PMI) saranno comunicati periodicamente alla Commissione Europea. La cabina di regia potrà anche svolgere audizioni e consultazioni dei soggetti pubblici per acquisire tutte le informazioni necessarie alla sua attività di monitoraggio.
 

Cabina di regia, i componenti

La Cabina di regia sarà presieduta dal Capo del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Antonella Manzione.
 
Ci saranno poi il Capo dell'Ufficio legislativo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che svolge le funzioni di Vice Presidente, un rappresentante del Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, due rappresentanti del Ministero dell'Economia e delle Finanze, un rappresentante dell'Autorità nazionale anticorruzione  (ANAC), tre rappresentanti delle Regioni e Province autonome, tre rappresentanti delle Autonomie locali, un rappresentante dell 'Agenzia per l'Italia digitale (AGID) e un rappresentante di CONSIP.
 
Potranno poi essere nominati fino a dieci esperti da invitare alle riunioni.
 
 

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