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Porti, via libera del Governo alla riorganizzazione

di Alessandra Marra

La riforma prevede 15 Autorità di sistema portuale che coordineranno 57 porti e l’adozione di Piani Regolatori Portuali

Vedi Aggiornamento del 01/02/2018
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03/08/2016 – Il Consiglio dei Ministri del 28 luglio scorso ha approvato in via definitiva il decreto di “Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle autorità portuali” che prevede la riorganizzazione delle attuali autorità portuali in 15 principali.
 
Il provvedimento si inserisce nelle politiche e nelle azioni intraprese dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio con il Piano strategico nazionale per il rilancio della portualità e della logistica.
 

Riforma porti: semplificazione burocratica

Il decreto prevede la semplificazione delle procedure per facilitare il transito di merci e passeggeri, la promozione di centri decisionali strategici rispetto all’attività di porti in aree omogenee, la riorganizzazione amministrativa e il coordinamento centrale del Ministero.
 
Rispetto agli attuali 113 procedimenti amministrativi, svolti da 23 soggetti, il decreto prevede l’istituzione di due sportelli che abbasseranno drasticamente i tempi di attesa, lo Sportello Unico Doganale per il Controllo sulla merce, che già si avvale delle semplificazioni attuate dall’Agenzia delle Dogane, e  lo Sportello Unico Amministrativo per tutti gli altri procedimenti e per le altre attività produttive in porto non esclusivamente commerciali.
 
Inoltre sono previste semplificazioni sulle modalità di imbarco e sbarco passeggeri e misure di snellimento delle procedure e innovazione amministrativa per  l’adozione dei Piani Regolatori Portuali.
 

Razionalizzazione porti: le Autorità di Sistema portuale

57 porti di rilevanza nazionale verranno riorganizzati nelle nuove 15 Autorità di Sistema Portuale, centri decisionali strategici con sedi nelle realtà maggiori, ovvero nei porti definiti ‘core’ dalla Comunità Europea.
 
Le Autorità di sistema portuale sono relative agli ambiti: Mar Ligure Occidentale, Mar Ligure Orientale, Mar Tirreno Settentrionale, Mar Tirreno Centrale, Mar Tirreno Meridionale Jonio e dello Stretto, Mare di Sardegna, Mare di Sicilia Occidentale, Mare di Sicilia Orientale, Mare Adriatico Meridionale, Mar Jonio, Mare Adriatico Centrale, Mar Adriatico Centro Settentrionale, Mare Adriatico Settentrionale, Mare Adriatico Orientale.
 
Alle 15 Autorità di Sistema Portuale viene affidato un ruolo strategico di indirizzo, programmazione e coordinamento del sistema dei porti della propria area. Avrà  funzioni di attrazione degli investimenti sui diversi scali e di raccordo delle amministrazioni pubbliche. 
 

Porti: riorganizzazione della governance

L’Autorità di Sistema Portuale sarà guidata dal “Comitato di gestione”, un board snello composto da 3 a 5 persone, con il ruolo di decisore pubblico istituzionale. Il Comitato di gestione sarà guidato da un presidente manager, di comprovata esperienza nell’economia dei trasporti e portuale e con ampi poteri decisionali, scelto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con la Regione o le Regioni interessate dall’Autorità di sistema.
 
Rispetto ai precedenti Comitati Portuali, con limitata capacità decisionale, si passa da circa 336 membri a livello nazionale si passa a circa 70 persone a livello nazionale che agiranno con più efficacia.
 
I rappresentanti degli operatori e delle imprese faranno parte, invece, degli “Organismi di partenariato della Risorsa Mare con funzioni consultive: potranno partecipare al processo decisionale, non potranno più votare atti amministrativi.
 
Per garantire la coerenza con la strategia nazionale verrà istituita una “Conferenza nazionale  di coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale”, istituzionalizzata e presieduta dal Ministro, per definire la programmazione nazionale delle scelte strategiche e infrastrutturali e un Piano regolatore portuale nazionale.
 

Riforma porti: il commento di Delrio

Il Ministro Delrio al termine del consiglio, in conferenza stampa, ha dichiarato: “Le azioni previste dal decreto consentiranno ai porti italiani di diventare un sistema più capace di creare occupazione e sviluppo economico. Azioni nel segno di una forte semplificazione ed efficienza, con gli sportelli unici amministrativo e doganale, e nel segno di una nuova governance con 57 porti di rilievo nazionale coordinati da 15 Autorità di sistema portuale che, sul modello dei maggiori porti europei, verranno guidati da un board snello e da un presidente con ampia facoltà decisionale”.
 
“Prevista inoltre”, ha continuato il Ministro, “una forte centralizzazione delle scelte strategiche, che eviti la competizione tra porti vicini, e stimoli invece la cooperazione affinché i porti italiani si collochino in un asse europeo”.  Quindi una riorganizzazione che porterà “efficacia al  Sistema Paese, con l’Italia che interpreta pienamente la sua geografia come molo a Sud dell’Europa, al centro del  Mediterraneo”.
 

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