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NORMATIVA

Il Regolamento Edilizio Unico sarà pronto a settembre

di Rossella Calabrese
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Lo ha annunciato il Ministero delle Infrastrutture. Ermete Realacci: ‘potrà semplificare a costo zero la vita a cittadini e imprese’

Vedi Aggiornamento del 04/10/2016
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04/08/2016 - Arriverà a settembre il Regolamento Edilizio Unico. Lo ha annunciato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rispondendo ad una interrogazione del Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci.
 
“Rispondendo alla mia interrogazione in Commissione sul ritardo nella definizione del regolamento edilizio - scrive Realacci su Facebook -, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha oggi indicato in settembre il mese in cui sarà varato il regolamento edilizio unico”.
 

L’interrogazione di Ermete Realacci

Nel 2014, con il decreto Sblocca Italia - ha ricordato il presidente della Commissione Ambiente - si è deciso di adottare uno schema di regolamento edilizio-tipo unico per tutta Italia e concordato da Governo, Regioni ed autonomie locali, che indichi i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico.
 
“Notizie di stampa della fine del 2015 - fa presente l’interrogazione - riferivano della conclusione dell’iter in sede di Conferenza unificata entro e non oltre novembre 2015”. 
 
L’8 febbraio 2016 è stata licenziata la lista delle 42 definizioni uniformi e inderogabili, anche grazie al lavoro svolto dal Ministro Delrio.
 
A fine aprile 2016, nel corso di un’audizione in Parlamento, il Ministro Madia ha affermato che il lavoro sul regolamento unico comunale sta andando avanti e, nonostante il ritardo, quel che c’era di più impegnativo è stato fatto.
 

Ministero Infrastrutture: ‘testo inviato all’ANCI e alle Regioni’

“Il Gruppo di lavoro dedicato al Regolamento edilizio-tipo, che stabilisce i principi e i criteri generali per semplificare e uniformare in tutto il territorio nazionale i regolamenti edilizi comunali dotandoli di definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi anche attraverso una ricognizione della disciplina generale in materia edilizia, ha concluso la propria attività lo scorso 12 luglio predisponendo l’apposito Schema tipo di regolamento edilizio, al cui interno vi sono sezioni che privilegiano la sicurezza e il risparmio energetico degli edifici.
 
Il 22 luglio la proposta di schema è stata trasmessa all’ANCI e alla Conferenza delle Regioni, per il seguito di competenza. I lavori per la predisposizione del Regolamento sono iniziati sin dall’insediamento del Ministro Delrio, attesa la rilevanza degli argomenti, in quanto soprattutto finalizzati a semplificare le norme e gli adempimenti per migliorare la vita dei cittadini e degli operatori. 

Tuttavia, la ricerca di una scelta condivisa e la necessità di semplificare e uniformare le diverse norme di settore, hanno determinato un rallentamento dei lavori il cui iter sarà concluso entro il mese di settembre. Resta ferma l’autonomia dei Comuni nell’adozione dei propri regolamenti edilizi nei termini fissati dagli accordi”.
 

Ermete Realacci: ‘semplificazione a costo zero per cittadini e imprese’

“Prendiamo per buoni gli impegni del Ministero, peccato però che un provvedimento così importante e atteso che avrebbe potuto vedere la luce dal 2014 sia stato rallentato anche dalla necessaria concertazione con Regioni e Comuni. Il regolamento edilizio unico, limitando la babele di migliaia di norme comunali, può semplificare a costo zero la vita a cittadini e imprese, indirizzando l’edilizia verso la qualità, il risparmio energetico, la sicurezza e la riduzione del consumo di suolo” - conclude il post di Realacci.
 
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Altri commenti
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Fabio Limiti

Nell'ottica di una EFFETTIVA semplificazione delle procedure, perchè non adottare anche per il certificato di agibilità la stessa procedura dell'APE? Anzichè dover attendere la consegna da parte del Comune, un tecnico privato attesta l'esistenza dei requisiti di legge, sulla base di un fac simile ministeriale, e lo deposita alla Regione (che potrà effettuare controlli) senza ulteriori adempimenti. In fondo sarebbe una semplice evoluzione nell'applicazione di una norma già esistente, sebbene scarsamente utilizzata: l'art. 25, comma 5 bis del DM 380/'01


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