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Cohousing, dall’Italia e dall’estero esempi di abitare sostenibile
PROGETTAZIONE

Cohousing, dall’Italia e dall’estero esempi di abitare sostenibile

di Paola Mammarella
Commenti 7840

Case private con cucine, lavanderie, biblioteche e sale hobby in comune per risparmiare spazio, energia e denaro

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01/08/2016 – Vivere in un appartamento di dimensioni ridotte e condividere gli spazi comuni come zone lavanderia, ampie cucine, sale hobby, giardini e biblioteche.  È il cohousing, un modello di insediamento abitativo nato negli anni Sessanta nel Nord Europa e poi diffuso in molti Paesi, ultimamente anche in Italia, perché va incontro alle esigenze di economicità e sostenibilità.
 
Il cohousing “porta fuori” dalle abitazioni una serie di ambienti, e di conseguenza di attività, che gli abitanti-cohousers condividono. Basti pensare alla zona lavanderia, agli scaffali con i libri, agli spazi ricavati per dedicarsi ai propri passatempi, che tradizionalmente sono all’interno delle abitazioni italiane. Spostandoli all’esterno e condividendoli si possono realizzare abitazioni più piccole, con un considerevole risparmio in termini di energia e costi di gestione.
 
Ecco di seguito alcuni esempi.
 
Urban Village Bovisa, Milano
Il complesso è stato realizzato tra il 2007 e il 2009. È composto da 32 unità abitative disposte a corte intorno ad un giardino comune.Tra i servizi comuni ci sono l’orto, la lavanderia-stireria, la piscina-solarium, l’asilo e il car-sharing.

 
COhlonia, Pisa
Il progetto ha riqualificato un edificio degli anni Trenta situato sul mare, a sud di Pisa. Dai lavori, terminati nel 2010, sono state ricavate case vacanza e case abitate stabilmente. Può ospitare 60 famiglie ed è dotato di un parco vista mare.

 
Via del Porto 15, Bologna
È una delle prime iniziative di cohousing ad iniziativa interamente pubblica. Consiste nel recupero di 18 alloggi, con circa 45 posti letto, all’interno di uno stabile di proprietà dell’ASP – Città di Bologna situato in pieno centro storico. A settembre 2015 sono iniziati i lavori di ristrutturazione ed è stata redatta una Carta dei Valori per la gestione degli spazi comuni. Gli immobili saranno affittati a canone concordato a giovani sotto i 35 anni in base alle fasce di reddito Isee.

 
Smart Up, Bolzano
È ancora nella fase progettuale e prevede il recupero dell’ex sede Telefoni di Stato, un edificio di proprietà della Provincia, ma abbandonato da circa trent’anni, per realizzare un progetto di cohousing e coworking. Prevista la realizzazione di una ventina di moduli abitativi per i giovani con cucina, sala da pranzo, lavanderia e caffetteria in comune. Al piano terra saranno ricavati i locali e laboratori per progetti di coworking. Per gli alloggi sono previsti affitti a canone calmierato.


Numero Zero, Torino
A Torino cinque famiglie hanno dato vita all'associazione "Coabitare" e acquistato un palazzo dando vita ad un condominio solidale. L'associazione ha attuato un programma per il risparmio energetico ed economico attraverso la condivisione di servizi come car sharing, cucina, sala per le feste,  micronido,  doposcuola,  palestra, officina fai-da-te,  biblioteca,  foresteria, dispensa.


COventidue, Milano
Il primo progetto di cohousing gas-free e park-free nel centro di una grande città italiana, che prevede appartamenti di diverso taglio, spazi di co-working e soluzioni all’avanguardia per ospitare a turno gli amici, una sala polifunzionale per fare i compiti o giochi per i bambini, una lavanderia/asciugheria, una foresteria,  un deposito bike, un’area pet e tutto quello che i cohouser desiderano. I lavori di ristrutturazione nel palazzo in stile Liberty che ospiterà “COventidue” inizieranno alla fine dell’estate.
coventidue

Sofielunds kollektivhus, Malmo (Svezia)
Questo complesso è stato progettato dallo studio Kanzoi e ultimato nel 2014. Ospita un centinaio di cittadini che hanno costituito una società sul modello delle nostre cooperative. I due edifici che compongono il complesso sono sostenibili dal punto divista energetico e ambientale, ma anche sociale perchè tutto è basato sulla cooperazione.

 
Vauban, Friburgo (Germania)
Di dimensioni decisamente maggiori è l’esperimento Vauban. Si tratta di un intero quartiere dove vivono 5mila persone. Le attività di condivisione sono gestite dal Forum, un’associazione senza scopo di lucro, che organizza gruppi di lavoro, campagne d'informazione e altre manifestazioni relative allo sviluppo del quartiere.


Berkeley Cohousing, California (USA)
Andando oltreoceano, la California merita un’attenzione particolare. Qui il 10% delle nuove costruzioni viene realizzato in cohousing per rispondere a nuove esigenze di economicità e sostenibilità. Si tratta per lo più di aggregati di modeste dimensioni.
Un esempio è la Berkeley Cohousing, una piccola comunità che ospita circa trenta cohousers in cottage o appartamenti doppi. La realizzazione è stata completata nel 1997. Tutte le abitazioni utilizzano l'energia solare e materiali riciclati oltre a condividere gli spazi comuni. 


 
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