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AMBIENTE

Dissesto idrogeologico, servono 8 miliardi di euro per interventi prioritari

di Alessandra Marra
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Consorzi di bonifica: 'necessarie 3.581 opere di mitigazione del rischio e ripristino delle funzionalità idrauliche dei canali'

Vedi Aggiornamento del 13/09/2017
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26/09/2016 – Un investimento complessivo di 8.022 milioni di euro per realizzare 3.581 interventi volti alla mitigazione del rischio idrogeologico.
 
Questi i numeri che l’Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica (ANBI ) prevede nel suo piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico “Manutenzione Italia 2016 – Azioni per l’Italia sicura”, presentato in un convegno a Roma il 22 settembre scorso.
 

Dissesto idrogeologico: il piano per la prevenzione

L’ANBI, nel presentare il Rapporto 2016 corredato da una lista di progetti esecutivi subito pronti per la cura e la tutela del territorio, auspica che il Governo possa inserire tali indicazioni nella prossima legge di stabilità.
 
Tra le opere previste ci sono: il ripristino delle funzionalità idrauliche di canali, realizzazioni di opere per la laminazione delle piene, operazioni di ripristino frane, l’adeguamento e il potenziamento del sistema scolante, realizzazione di briglie, opere di consolidamento dei versanti, arginature, ricostruzione sifoni idraulici ecc.
 
Per contrastare la situazione di rischio i consorzi di bonifica hanno elencato gli interventi regione per regione, indicando il numero totale di opere previste e le risorse necessarie. La regione che prevede il maggior numero di risorse è il Veneto con un fabbisogno di 1,8 miliardi di euro per 709 opere, poi il Piemonte con un fabbisogno di 1 miliardo per 201 opere e successivamente l’Emilia Romagna con 976 milioni per 820 interventi.
 
L’obiettivo è realizzare un programma di manutenzione e prevenzione del dissesto idrogeologico sul territorio italiano, per privilegiare la prevenzione rispetto all’intervento in emergenza, in linea con quanto il Governo ha già dimostrato di voler fare con la creazione dell’Unità di Missione prima e “Casa Italia” poi.
 

Dissesto idrogeologico: la situazione italiana

Per questo l’ANBI chiede l’assunzione di ulteriori scelte forti nella direzione della concretezza, tenendo conto che il dissesto costa 2,5 miliardi di euro all’anno. Infatti, secondo i dati del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, il 9,8% del territorio nazionale è costituito da aree ad elevata criticità idrogeologica; si tratta dell’82% dei comuni, dove si stimano a rischio 6.250 scuole, 550 strutture sanitarie, circa 500.000 aziende (agricole comprese), 1.200.000 edifici residenziali e non.
 
L’intensa urbanizzazione, sviluppatasi senza tenere in alcuna considerazione le aree fragili dal punto di vista idrogeologico (alluvioni, frane, dissesti), il contemporaneo abbandono delle aree collinari e montane da parte della popolazione e delle attività agricole, i cambiamenti climatici hanno acuito la fragilità del territorio. L’ISPRA ha rilevato 1.221.811 ettari del territorio nazionale a pericolosità idraulica elevata per un totale di 1.607 comuni. Inoltre il totale dei comuni italiani interessati da aree con pericolosità da frana e/o idraulica risultano 7.145, pari all’88,3%, mentre i comuni non interessati da tali aree risultano solamente 947.
 
L’adeguamento delle opere di bonifica idraulica è quindi condizione fondamentale per la sicurezza territoriale, necessaria non solo all’esercizio dell’agricoltura, ma indispensabile per qualunque attività economica. Se non vi è stabilità del suolo non si realizzano investimenti per infrastrutture ed impianti.
 
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