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AMBIENTE

Piccoli Comuni, in arrivo un piano nazionale per riqualificarli

di Alessandra Marra
Commenti 6810

Ok della Camera alla legge per la valorizzazione dei centri storici di 5.585 borghi

Vedi Aggiornamento del 28/09/2017
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30/09/2016 – Si concretizza la possibilità, per i 5.585 piccoli Comuni italiani, di mettere in sicurezza il territorio e valorizzare i centri storici, recuperando quelli in abbandono riconvertendoli in alberghi diffusi.
 
Il 28 settembre scorso è stata, infatti, approvata all’unanimità dalla Camera la proposta di legge per la valorizzazione dei Comuni con meno di 5000 abitanti. Il testo, rimasto incardinato a Montecitorio per quasi tre anni, deve ora passare all’esame del Senato per l’approvazione definitiva.
 

Valorizzazione piccoli Comuni: le misure della legge

La legge sui Piccoli Comuni, che stanzia 100 milioni di euro per il periodo che va dal 2017 al 2023, prevede un vero e proprio Piano Nazionale per la riqualificazione dei borghi con meno di 5000 abitanti. 

Propone anche misure per favorire la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità e turismo dolce, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta.
 
Previste semplificazioni per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento da riconvertire in alberghi diffusi, opere di manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole, l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei centri minori.

I piccoli Comuni in più potranno acquisire case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo.
 

Piccoli Comuni: i commenti

Per il Presidente della commissione Ambiente della Camera e primo firmatario del testo, Ermete Realacci, che auspica l’approvazione definitiva della legge entro il 2017, il provvedimento è “un’opportunità per tutto il Paese per un’idea di sviluppo che punta sui territori e sulle comunità, che coniughi storia, cultura e saperi tradizionali con l’innovazione, le nuove tecnologie e la green economy”.
 
Anche l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ha espresso soddisfazione per l’approvazione della proposta di legge sullo sviluppo dei piccoli Comuni; il coordinatore Anci, Massimo Castelli ha, infatti, dichiarato: “Siamo molto soddisfatti perché finalmente, dopo tanti anni, questa proposta di legge ha trovato uno sbocco definitivo. E’ una legge importante perché fissa il principio basilare che i piccoli Comuni hanno bisogno di politiche differenziate e di sostegno. Il che per noi vuol dire fiscalità differenziata, semplificazioni ed agevolazioni per consentire alle piccole comunità di sopravvivere e dare proprio contributo al sistema Paese”.
 
“E soprattutto il testo ci aiuterà a portare avanti il nostro progetto di controesodo per riportare le popolazioni nei territori che sono a rischio desertificazione e marginalità” ha concluso Castelli.

Per la deputata di Sinistra Italiana Serena Pellegrino, invece, le risorse stanziate sembrano troppo poche; ha infatti dichiarato: “I comuni al di sotto dei 5 mila abitanti sono oltre il 70 per cento del totale con oltre 10 milioni di persone, circa il 18 per cento dell'intera popolazione italiana. Una ricchezza troppe volte dimenticata per il nostro bel Paese. Nei piccoli comuni si producono il 93 per cento dei prodotti a marchio certificato, DOP e IGP, e il 79 per cento dei vini più pregiati. Per questo i 100 milioni, in sette anni, che la legge approvata mette a disposizione sono briciole, cifre insufficienti che rischiano di non garantirne l'applicazione proprio in un settore che trasforma ogni euro ottenuto in un investimento anzichè in una spesa.”

 
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