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AMBIENTE

Terremoto, pronto il decreto sulla ricostruzione

di Paola Mammarella
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Programmazione urbanistica, rispetto delle comunità, open data per monitorare i lavori e deroghe solo sui tempi

Vedi Aggiornamento del 27/10/2016
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23/09/2016 – Ricostruzione nel rispetto dell’identità dei luoghi coinvolgendo le comunità. Ma soprattutto senza deroghe al Codice Appalti e solo con imprese iscritte nelle liste di merito dell’Anac. E poi open data per monitorare gli interventi e l’uso dei 15 milioni di euro raccolti con le donazioni, politiche di sostegno alle imprese e programmazione urbanistica.
 
Saranno i contenuti del decreto legge che il Governo intende approvare entro il 2 o 3 ottobre. Ad annunciarlo è stato oggi il commissario straordinario di Governo per la ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto del 24 agosto, Vasco Errani, durante la conferenza stampa sulla ricostruzione a Palazzo Chigi.
 

Ricostruzione programmata senza logica emergenziale

“Uscire dalla logica emergenziale e programmare la ricostruzione” è l’obiettivo illustrato da Vasco Errani.
 
“Costituiremo un comitato scientifico per la programmazione urbanistica – ha assicurato – con forme di coinvolgimento delle popolazione”. Uno dei problemi su cui si sta ragionando è la carenza di aree, data la peculiarità del territorio montano, per la collocazione delle strutture provvisorie. Si tratta delle casette, che secondo il capo del dipartimento Protezione civile, Fabrizio Curcio, dovrebbero essere pronte in sette mesi e che, ha assicurato Errani, avranno tutti i servizi.
 

Ricostruzione di qualità e adeguamento antisismico

Nel decreto vengono mantenute le promesse iniziali. “La ricostruzione avverrà nel rispetto delle identità delle comunità – ha ribadito Errani -  ma anche riattivando subito l’economia e il lavoro”.
 
Ci sarà innanzitutto un meccanismo chiaro di riconoscimento dei danni e “non ci ritroveremo ogni anno a discutere sulle quote per il risarcimento”. Errani ha anche promesso che “noi riconosceremo tutti i danni emersi dalle verifiche tecniche ovunque si siano verificati. Confermato quindi l’annuncio, fatto dal Governo nei giorni scorsi, che non ci si limiterà ad indennizzare i danni verificati nel cratere del sisma, ma anche quelli che il terremoto ha provocato più lontano.
 
“Con la ricostruzione – ha assicurato – ci sarà un salto di qualità, noi vogliamo ricostruire attraverso il miglioramento sismico e l’adeguamento degli edifici strategici”.
 
Per il raggiungimento di questi obiettivi il decreto introdurrà deroghe al patto di stabilità, al blocco delle assunzioni e all’utilizzo dei fondi strutturali.
 
Le imprese avranno un sostegno immediato. Una sorta di “prestito d’onore”, lo ha chiamato Vasco Errani, cui seguiranno politiche di sviluppo mirate.
 
Per creare servizi collaterali alle “casette”, le attività commerciali saranno delocalizzate. “Lo faremo con i tempi necessari, senza scadenze perentorie” ha anticipato.
 

Procedure e deroghe al Codice Appalti

“È possibile ricostruire senza derogare” ha affermato Errani, spiegando che le uniche deroghe possibili saranno sui tempi, ma non sulle procedure.
 
Errani ha reso noto che grazie alle donazioni sono stati raccolti 15 milioni di euro. “Faremo un open data, con un piano e la programmazione degli interventi”.
 
“Le Stazioni Appaltanti – ha comunicato – saranno solo le quattro Regioni interessate dal sisma (Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria) e ci sarà una unica stazione di committenza per avere il pieno controllo.
 
“Tutte le imprese che lavoreranno sul terremoto – ha aggiunto – dovranno essere iscritte nelle liste di merito e ci sarà una collaborazione rafforzata con l’Anac”.
 
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