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Codice Appalti, dall’Anac limiti più severi alle procedure senza gara

di Paola Mammarella

La Stazione Appaltante deve dimostrare che il lavoro o il servizio è ‘infungibile’ e nessun altro può svolgerlo

Vedi Aggiornamento del 19/10/2017
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15/09/2016 – Se la Stazione Appaltante vuole affidare un lavoro, un servizio o acquistare dei beni senza bandire una gara deve dimostrare che il lavoro o il servizio è “infungibile”, cioè che sul mercato non esiste nessun altro soggetto capace di svolgere quel compito.
 
La stretta è arrivata con una nuova linea guida, attuativa del Codice Appalti, messa a punto dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac).
 
Si tratta di un accorgimento adottato a ragion veduta. Secondo le rilevazioni dell’Anac, infatti, nel 2014 le procedure aggiudicate mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara ammontano a circa 15 miliardi di euro. Questo accade nel 50% degli appalti di servizi, nel 40% delle gare per l’acquisto di beni e nel 10% dei lavori pubblici.
 
Perché questo succede? Ci sono due spiegazioni: la volontà di aggirare le regole della concorrenza e il lock-in. Quest’ultimo caso si verifica quando le decisioni prese in passato dall’Amministrazione le tolgono la libertà di scegliere altri fornitori perché, ad esempio, sono stati sostenuti costi fissi non recuperabili, che quindi andrebbero persi se si cambiasse operatore. Un caso pratico sono le soluzioni tecnologiche. Una volta inserite in un sistema più ampio, può diventare impossibile cambiarle senza causare inefficienze e perdite economiche.
 

Gare infungibili e rispetto della concorrenza

Per evitare possibili distorsioni e scelte sbagliate, in grado di condizionare le Amministrazioni per molto tempo, L’Anac ha fissato una serie di accorgimenti cui attenersi. L’Authority anticorruzione fa una premessa: non esiste una regola generale, ma occorre procedere caso per caso.
 
Innanzitutto la Stazione Appaltante deve informare il mercato della sua volontà di bandire una gara pubblicando un avviso sul proprio sito web per almeno 15 giorni. In questo modo gli operatori interessati possono presentare delle proposte e l’Amministrazione può capire se esistono più concorrenti adatti o se ce n’è solo uno in grado di svolgere l’incarico.
 
L’Anac suggerisce anche di svolgere consultazioni di mercato per controllare l’offerta e valutare il comportamento tenuto da altre Amministrazioni in procedure analoghe.
 
Una delle possibili soluzioni individuate dall’Anac è il multi – sourcing, cioè prevedere che un singolo affidamento possa essere affidato a due o più fornitori. La soluzione presenta però dei rischi perché aumenterebbero i costi a carico della Stazione Appaltante e anche i rischi di collusione tra le imprese.
 
Un’altra proposta è agire sulle specifiche tecniche, bandendo gare basate su standard e non su sistemi prioritari. In questo modo è più facile avere una maggiore scelta sul mercato, a tutto vantaggio della concorrenza.
 

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