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Codice Appalti, l’Anac sblocca gli affidamenti in house

Codice Appalti, l’Anac sblocca gli affidamenti in house

In attesa dell’elenco delle Amministrazioni abilitate, basterà dimostrare la maggiore convenienza rispetto alla gara

Vedi Aggiornamento del 19/04/2018
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 19/04/2018
09/09/2016 - L’Anticorruzione dà il via libera ad alcune deroghe temporanee sugli affidamenti in house. Con un comunicato diffuso nei giorni scorsi, l’ANAC  ha risolto un’impasse che di fatto bloccava l’affidamento diretto alle proprie amministrazioni interne.
 
Il Codice Appalti (art. 192) prevede che l’ANAC rediga un elenco delle Amministrazioni aggiudicatrici che possono operare mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house.
 
Per essere inseriti nell’elenco bisogna fare domanda all’Anac, che successivamente verifica tutti i requisiti previsti dal Codice Appalti, cioè il rispetto della concorrenza e la congruità economica delle operazioni. In altre parole, l’affidamento diretto ad una società interna deve risultare più conveniente ed efficiente rispetto alla gara.
 
Dato che l’elenco non è stato ancora messo a punto, l’Anac ha spiegato che gli affidamenti in house saranno possibili a condizione che si rispettino i limiti previsti dal Codice Appalti (D.lgs. 50/2016). La domanda di iscrizione all’elenco potrà essere inviata successivamente.
 
Ricordiamo che una società può essere definita “in house” quando:
- l’Amministrazione aggiudicatrice esercita su di essa un controllo analogo a quello sui propri servizi;
- più dell’80% della sua attività è affidato dall’amministrazione aggiudicatrice controllante;
- non ha partecipazione diretta ai capitali privati.  
 
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