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LAVORI PUBBLICI

Ponte sullo Stretto di Messina, Matteo Renzi: ‘noi siamo pronti’

di Rossella Calabrese
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Il premier a Milano: ‘l’opera creerà 100.000 posti di lavoro’. A Salini-Impregilo: ‘se portate le carte, noi sblocchiamo’

Vedi Aggiornamento del 01/10/2018
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28/09/2016 - Il Ponte sullo Stretto di Messina può creare “centomila posti di lavoro”. Costituisce il completamento della Napoli-Palermo e servirà a “togliere la Calabria dall’isolamento e far sì che la Sicilia sia più vicina”. Lo ha detto ieri a Milano il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso delle celebrazioni per i 110 anni del gruppo Salini-Impregilo.
 
“Se voi siete nella condizione di portare le carte e sistemare ciò che è fermo da 10 anni, noi sblocchiamo” - ha detto Renzi rivolgendosi a Pietro Salini, AD del gruppo, il quale nei mesi scorsi stimava in 40.000 i posti di lavoro che la costruzione del ponte creerebbe.
 
“La Salerno-Reggio Calabria il 22 dicembre sarà percorribile senza alcun cantiere”, ha poi affermato il premier, aggiungendo: “la mia è una sfida in positivo. Rispetto chi dice che l’Italia è finita, ma penso che il compito di chi fa politica sia di indicare una direzione”.
 
Dopo l’annuncio di Renzi, il capogruppo di Area Popolare alla Camera, Maurizio Lupi, ha fatto sapere che nella prossima riunione della Conferenza dei capigruppo della Camera, il Nuovo centrodestra chiederà di calendarizzare “la proposta di legge per la realizzazione del Ponte sullo Stretto”.
 
“Bisogna poi continuare le grandi opere - ha aggiunto Renzi - dalla ferrovia Napoli-Bari-Lecce alla Variante di Valico, al Terzo valico tra Liguria e Piemonte. “L’Italia può partire dal made in Italy - ha detto il premier - non solo nella moda, nel fashion, nel design e nell’artigianato, ma anche nell’ingegneria”. “Abbiamo perso durante la crisi quasi un milione di posti di lavoro, di cui quasi la metà nell’edilizia”.
 
Per ripartire, ha aggiunto, bisogna cominciare “anche dai piccoli progetti, dalle realtà locali: i nostri Comuni devono ritornare a progettare. Le amministrazioni locali devono sviluppare gli uffici tecnici per sbloccare i piccoli e medi cantieri, bisogna semplificare la burocrazia”. “Quello che chiedo a voi è che, finita la parte delle riforme, si possa tornare a progettare il futuro” - ha concluso Renzi.
 
Secondo Matteo Renzi, l’Italia deve puntare sulle grandi opere infrastrutturali e sulla banda larga. “Bisogna sbloccare i cantieri e serve la banda larga perché la rete di domani non sarà una diga in Italia né l’autostrada del Sole, ma la banda larga, la gigabyte society, la velocità”.
 

La storia del Ponte sullo Stretto di Messina

Nell'ottobre 2005 la Società Stretto di Messina SpA aggiudicò a Eurolink, ATI guidata dal gruppo Impregilo, la gara per la realizzazione del ponte a campata unica più lungo del mondo, sulla base di un'offerta di 3,88 miliardi di euro. Si prevedeva l'avvio del cantiere alla fine del 2006 e l'apertura al traffico nel 2012, dopo 70 mesi di lavoro. Nel marzo 2006 Stretto di Messina e Impregilo firmarono il contratto per la costruzione del ponte che prevedeva 10 mesi per la progettazione definitiva ed esecutiva e 5 anni per la realizzazione dell’opera.
 
Dopo contestazioni e problemi progettuali, nel dicembre 2009 si sarebbero dovuti aprire i primi cantieri. I costi stimati erano allora pari a 6,3 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi finanziati da Fintecna ed erogati di anno in anno in base alle disponibilità delle leggi finanziarie. A fronte di un 40% di investimenti pubblici, il 60% delle risorse sarebbe dovrebbe arrivare da capitale privato.
 
Ma non andò così: al posto dei cantieri arrivò l'altolà della Corte dei conti che invitò il Governo a rivedere la fattibilità economica del ponte, attualizzando le stime di traffico alla base del progetto. Nel luglio 2011 è stato completato il progetto definitivo del Ponte. I costi hanno raggiunto quota 8,5 miliardi di euro, più del doppio di quello con cui Impregilo aveva vinto la gara. Nel 2013 il Governo Monti non sottoscrisse il contratto aggiuntivo tra Stretto di Messina ed Eurolink, decretando lo stop al ponte.
 
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Altri commenti
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Giovanni Nassetti

Tutti sanno che i problemi tecnici per la realizzazione del ponte NON sono stati risolti. Questo ponte dovrebbe avere una campata di 3300 metri e dovrebbe essere completamente saldato. Il più lungo al mondo è in Giappone e ha una campata di 1900 metri, quasi la metà di quello di Messina, ed è totalmente imbullonato, tecnologia infinitamente più sicura anche se più pesante (per questo a Messina non possono farlo così). Autorevolissimi tecnici come i prof. Calzona, Michetti e altri hanno più volte messo in allarme sul fatto che il progetto così com'è non sta in piedi, cosa peraltro ribadita ufficialmente anche dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici nel 1992. Nessuno conosce il progetto definitivo dell'Impregilo. Vogliamo fare qualche verifica prima di fare una figuraccia mondiale? Ho l'impressione che Impregilo non voglia fare il ponte (sanno benissimo quali enormi problemi tecnici ci sono), ma che vogliano lucrare sui costi della progettazione e sulle penali contrattuali, confidando nel fatto che alla fine non si farà.


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