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LAVORI PUBBLICI

Scuole: una su 10 ha lesioni strutturali e una su 3 è in un’area ad alta sismicità

di Rossella Calabrese
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Da Cittadinanzattiva il Dossier su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola. In autunno l’aggiornamento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica

Vedi Aggiornamento del 09/10/2019
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22/09/2016 - Più di una scuola su dieci ha lesioni strutturali; in un caso su tre gli Enti locali non effettuano gli interventi strutturali richiesti. Un istituto scolastico su tre si trova in zone ad elevata sismicità e soltanto l’8% è stato progettato secondo la normativa antisismica. Due terzi delle scuole non possiedono la certificazione di agibilità statica.
 
Prendendo in esame i locali scolastici, emerge che le aule sono in discrete condizioni strutturali, ma spesso sono troppo piccole e non hanno sussidi adatti agli studenti con disabilità. Nella metà delle scuole mancano le palestre e, in un istituto su quattro, si mangia in locali impropri. In un caso su tre i cortili diventano parcheggi.
 
Sono alcuni dei principali dati del XIV Rapporto di Cittadinanzattiva su sicurezza, qualità ed accessibilità a scuola, presentato ieri a Roma. Il Rapporto fa il punto sullo stato delle scuole italiane, attraverso i dati del monitoraggio civico condotto su circa 150 edifici scolastici di tutta Italia e tramite la lettura di informazioni e fonti ufficiali.
 
Fra le novità di quest’anno, una disamina della ricostruzione degli edifici scolastici nelle zone colpite dal terremoto negli ultimi anni (Emilia Romagna, Abruzzo e Molise), accompagnata da alcune fotografie che fanno parte di un viaggio fotografico nelle scuole italiane, condotto da Cittadinanzattiva insieme al fotografo Rocco Rorandelli.
 
“All’indomani del sisma che ha colpito il Centro Italia, ai cittadini che legittimamente e con preoccupazione chiedono conto delle stato delle loro scuole in diverse parti del Paese, occorre dare informazioni chiare. La situazione dell’edilizia scolastica è difficile, come dimostrano i dati e le foto del nostro monitoraggio e lo sarà per molti anni ancora, nonostante gli interventi governativi fin qui realizzati”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzattiva”.
 
“Crediamo sia doveroso che gli enti locali in questi giorni dichiarino quanti siano gli edifici sottoposti a verifica di vulnerabilità sismica (avrebbero dovuta farla entro marzo 2013!) e l’esito di tali accertamenti; quanti siano gli edifici adeguati sismicamente; ai Dirigenti delle scuole che ne sono sprovvisti chiediamo che provvedano immediatamente a dotarsi di Documento di Valutazione dei Rischi e di Piani di Emergenza, per essere in grado di fronteggiare situazioni emergenziali”.
 
“Chiediamo, infine, che i cittadini delle zone terremotate non vengano esclusi dalle decisioni e dal lungo percorso legato alla ricostruzione, per evitare soluzioni irrazionali, ritardi, sprechi, e per fare tesoro delle migliori esperienze, come il nostro report evidenzia tra le scuole terremotate di Emilia, Abruzzo, Molise”.
 

In una scuola su tre gli Enti non effettuano gli interventi richiesti

Le scuole monitorate da Cittadinanzattiva appartengono a queste 10 Regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Nel 15% delle scuole sono state riscontrate lesioni strutturali, in gran parte (73%) sulla facciata esterna, nel 27% negli ambienti interni.
 
distacchi di intonaco sono stati riscontrati nel 38% delle segreterie, nel 23% delle sale professori, nel 21% dei corridoi, nel 16% dei bagni, nel 14% delle palestre e delle aule, nel 13% delle aule computer, nel 10% dei laboratori, nel 9% delle biblioteche, nell’8% delle mense. I segni di fatiscenza interessano invece il 33% delle segreterie, il 27% dei bagni, il 25% delle palestre, il 21% dei corridoi, il 17% delle sale professori, il 14% delle aule computer e delle aule, il 10% dei laboratori e delle mense, il 9% delle biblioteche.
 
Una scuola su sei presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato e solo il 5% è in ottimo stato. L’81% dei RSPP (Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione) o dei Dirigenti ha chiesto interventi manutentivi all’ente proprietario, ma ben in un caso su quattro non è stato effettuato alcun intervento. Nel 14% è stato effettuato con molto ritardo, nel 52% con qualche ritardo e solo nell’8% dei casi tempestivamente.
 
Una scuola su quattro ha chiesto interventi di tipo strutturale che, quasi in un caso su tre (29%), non sono stati mai effettuati. Nel 24% dei casi, sono intervenuti con molto ritardo, nel 33% con qualche ritardo e solo nel 14% tempestivamente.
 

Crolli nelle scuole: 112 in tre anni scolastici

Solo nello scorso anno scolastico abbiamo avuto notizia, tramite la stampa locale, di 31 episodi di crolli, con feriti tra gli studenti ed il personale, oltre che danni alle cose e alle strutture. In alcuni casi eventi annunciati e prevedibili, in altri totalmente inaspettati. Si tratta di crolli di solai, tetti, controsoffitti, distacchi di intonaco, caduta di cancelli, ventilatori, che si verificano in modo indifferenziato nelle scuole del Nord e del Centro - Sud, negli istituti comprensivi come nelle scuole superiori, nei piccoli centri come nei grandi.
 

Certificazioni: molte le scuole sprovviste nelle zone a rischio sismico

Solo il 35% delle scuole del campione monitorato da Cittadinanzattiva possiede il certificato di agibilità statica, il 32% quello di agibilità igienico-sanitaria, mentre il certificato di prevenzione incendi è presente appena nel 10% delle scuole monitorate (il rilascio della certificazione della prevenzione incendi per gli edifici scolastici è stato prorogato al 31 dicembre prossimo).
 

Una scuola su due non ha la palestra

Non tutte le scuole sono dotate di palestre e mense: mancano rispettivamente nel 50% e nel 23% del totale. Quando la palestra non è presente nell’edificio scolastico, le attività sportive o di educazione motoria si svolgono nei cortili, nelle palestre esterne, in altri spazi quali l’atrio, una sala comune, l’aula di psicomotricità, ma in 5 scuole non vengono svolte.
 

Cortili, in un caso su tre diventano parcheggi

Il cortile è presente nel 92% delle scuole monitorate. Presenta quasi ovunque la recinzione che però nel 27% dei casi risulta danneggiata. Presenza di ingombri (21%), rifiuti (16%) e fonti di pericolo (10%), nonché la pavimentazione sconnessa (nel 56% dei cortili) ne fanno spesso un’area non sicura. Inoltre, sebbene in tre casi su quattro abbiano al proprio interno aree verdi, solo in un caso su tre queste sono attrezzate con aree gioco e/o sportive. Nel 31% delle scuole, i cortili diventano parcheggi per le auto di personale e studenti.
 

Più di un bagno su quattro è inaccessibile

Nel 43% delle scuole mancano posti auto riservati ai disabili nel cortile o nel parcheggio interno. Nel 30% dei casi il percorso per raggiungere l’ingresso non è facilmente praticabile da chi ha problemi deambulatori. Solo il 23% degli edifici scolastici su più piani dispone di un ascensore. Anche quando è presente in una scuola su quattro non è funzionante.
 
A livello di servizi didattici, le barriere architettoniche sono particolarmente diffuse nelle biblioteche (35%), nei bagni (28%), nelle aule computer (27%) e nei laboratori (24%). Inaccessibili ai disabili anche il 17% delle palestre, il 16% delle aule, il 14% delle mense e il 9% dei cortili. In particolare, nella gran parte delle aule (78%) in cui sono presenti studenti con disabilità motoria non c’è spazio sufficiente per consentire il movimento della carrozzina. Nel 73% non ci sono attrezzature didattiche o tecnologiche per facilitare la partecipazione alle lezioni degli studenti con disabilità.
 
Dai dati nazionali resi noti dal Miur (Anagrafe edilizia scolastica, 2015) risulta che il 71% delle scuole si è dotato di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche, mentre il 29% ne è ancora privo. Si va dall’eccellenza di Valle d’Aosta (97% delle scuole accessibili), Piemonte (88%) e Veneto (87%), alla assoluta carenza della Calabria (solo il 16% delle scuole è priva di barriere architettoniche), seguita a distanza da Sicilia e Campania (intorno al 50%) ed Emilia Romagna (59%).
 

Le proposte di Cittadinanzattiva

Tra le proposte dell’associazione segnaliamo:
 
#occhioalsolaio. Rifinanziare le indagini su solai e controsoffitti, per rispondere alle richieste degli enti locali, numerose, come attesta il dato delle 13000 rimaste inevase dal primo provvedimento.
 
#scuolabella. Chiediamo che questo filone di spesa venga chiuso ma che contemporaneamente si trovi un’adeguata collocazione contrattuale agli ex lavoratori socialmente utili utilizzati e si garantisca lo svolgersi regolare delle attività non solo di piccola manutenzione ma anche di pulizia quotidiana degli ambienti scolastici.
 
#scuolaofabbrica. Chiediamo un regolamento attuativo della legge 81/2008 per l’ambito scuola, che non può continuare ad essere omologato agli altri luoghi di lavoro, come la fabbrica. Occorre rivedere il percorso formativo previsto sia per i Dirigenti scolastici che per il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione oltre che per tutte le altre figure individuate in materia di sicurezza, ridefinendo con chiarezza ruolo, funzioni, obblighi e responsabilità di ognuno e adeguando i compensi alle responsabilità assunte.
 
#scuolatrasparente. Rendere noti i tempi e i costi dell’aggiornamento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica che avrebbe dovuto essere aggiornata a gennaio 2016, ad esempio inserendo i dati relativi alle certificazioni, ad oggi ancora mancanti nonostante se ne fosse annunciata la pubblicazione a gennaio 2016. Rendere funzionante e completa la App relativa alla Anagrafe. Rendere effettiva l’applicazione delle norme in materia di accesso civico agli atti che riguardano la scuola, da parte dei cittadini e delle associazioni.
 
#ascuoladisicurezza. In sede di Osservatorio dell’edilizia scolastica, varare un piano di attività da proporre alle scuole in vista della Giornata nazionale della sicurezza delle scuole, promossa da 13 anni da Cittadinanzattiva ed istituzionalizzata dal MIUR con la data ufficiale del 22 novembre.
 

In autunno l’aggiornamento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica

A proposito dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, ieri il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), al termine della prima riunione dell’Osservatorio per l’Edilizia Scolastica del Ministri dopo il sisma dello scorso 24 agosto, ha annunciato che l’Anagrafe sarà aggiornata in autunno e saranno rivisti i ‘record’ per consentire un grado sempre maggiore e più efficace di informazione sullo stato degli edifici scolastici.

“L’efficacia e la rapidità con la quale siamo intervenuti subito dopo il terremoto per garantire ai ragazzi dei centri colpiti il regolare avvio dell’anno scolastico è il segno del buon lavoro fatto in questi mesi. Lo spirito di collaborazione e la sinergia che abbiamo costruito all’interno del rinnovato Osservatorio per l’edilizia scolastica hanno dato i loro primi, significativi frutti” ha commentato il Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone che ha presieduto l’incontro.
 
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