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NORMATIVA

Abusi edilizi, quando la multa può sostituire la demolizione

di Paola Mammarella

CdS: la sanzione alternativa si può applicare solo se l’intervento è stato realizzato in base a un permesso rilasciato e poi annullato

Vedi Aggiornamento del 23/08/2017

30/09/2016 – La multa alternativa alla demolizione di un manufatto abusivo è possibile solo se l’intervento è stato realizzato sulla base di un titolo abilitativo rilasciato dal Comune, ma poi annullato. Scatta invece la demolizione se il responsabile ha violato le prescrizioni dell’Amministrazione.

Lo ha spiegato di recente il Consiglio di Stato con la sentenza 3559/2016. I giudici hanno chiarito che bisogna operare una distinzione a monte e capire perché un immobile è considerato abusivo. 

Un conto, sostiene il CdS, è che l’opera abbia rispettato i contenuti del permesso di costruire, rilasciato dal Comune e poi annullato. In questo caso il privato che ha realizzato l’intervento pensava di agire in modo legittimo. Al momento della costruzione, infatti, tutti i lavori sono stati eseguiti secondo i permessi rilasciati e solo in un secondo momento la situazione è cambiata perché il Comune ha annullato le autorizzazioni.
 
Prima di chiedere ad un cittadino che ha rispettato le norme in vigore di demolire un edificio, prima legittimo e poi diventato abusivo, il Comune deve bilanciare gli interessi in campo e può optare per una multa alternativa alla demolizione.
 
Al contrario, la sanzione alternativa alla demolizione non può essere riconosciuta se l’intervento è già stato realizzato in modo illegittimo perché non ha rispettato i permessi rilasciati. In questo caso, sostiene il Consiglio di Stato, l'unica strada percorribile è la demolizione. 

Nel caso preso in esame dal CdS, i proprietari di una azienda agricola avevano ottenuto il permesso di costruire un capannone aperto da destinare a deposito. Successivamente avevano però chiuso tutti i lati trasformandolo di fatto in un capannone industriale.
 
Dopo una serie di vicissitudini amministrative e legali, il Comune, aveva prima rilasciato e poi annullato il permesso di costruire in sanatoria. Di conseguenza era stata ordinata la demolizione delle opere abusive. 

Dopo una serie di vicissitudini amministrative e legali, il Comune, aveva prima rilasciato e poi annullato il permesso di costruire in sanatoria. Di conseguenza era stata ordinata la demolizione delle opere abusive.

I ricorsi, con cui era stato chiesto di trasformare la demolizione in una sanzione amministrativa sono stati respinti. Il CdS ha infatti spiegato che la tutela da riservare al privato cambia a seconda che ad essere annullato sia il permesso di costruire o la sanatoria. Nel primo caso il cittadino si è attenuto alle regole, nel secondo no, quindi non gli può essere riconosciuto nessuno “sconto”.
 

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