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NORMATIVA

Antisismica, Finco: ‘Ecobonus permanente ed esteso alle seconde case’

di Paola Mammarella

Chiesti al Governo anche l’assicurazione obbligatoria per i fabbricati costruiti prima del ’74 e l’approvazione delle NTC

Vedi Aggiornamento del 29/09/2016
02/09/2016 – Stabilizzare l’Ecobonus 65%, estenderlo anche all’adeguamento antisismico nelle zone 3 e 4, rendere obbligatoria l’assicurazione del fabbricato in determinati casi e licenziare le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC).
 
Sono i quattro pilastri per la messa in sicurezza sismica del Paese suggeriti da Finco, Federazione Industrie, Prodotti, Impianti, Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni. Misure necessarie ed urgenti, scrive Finco in un documento inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, ma da sole non sufficienti ad attivare un efficace piano di prevenzione.
 

Stabilizzazione dell’Ecobonus 65%

Per dare più stabilità ai privati che vogliono mettere in sicurezza la propria abitazione, Finco propone di stabilizzare l’Ecobonus o comunque di prolungarlo fino al 2030. L’attuale normativa, lo ricordiamo, riconosce il bonus fiscale del 65% a chi mette in sicurezza case destinate ad abitazioni principali o imprese nelle zone sismiche 1 e 2.
 

Estendere l’Ecobonus 65%

Finco non ritiene sufficiente la limitazione alle zone sismiche 1 e 2, quindi ha chiesto al Governo di estenderlo anche alle zone sismiche 3 e 4. Anche se queste zone sono le meno pericolose, non significa che siano esenti da rischi, sottolinea Finco.  La Federazione ha inoltre proposto di includere nei bonus per l’adeguamento antisismico anche le seconde case.
 
“Se le stesse Norme Tecniche per le Costruzioni rendono obbligatoria una progettazione che tenga conto degli effetti sismici in tutti gli edifici del Paese - afferma Finco - non si capisce perché alcune zone non dovrebbero poter fruire di tale detrazione volta a fronteggiare l’insicurezza sismica”.
 

Assicurazione del fabbricato

Secondo Finco, in determinati casi l’assicurazione del fabbricato dovrebbe essere obbligatoria, ma si dovrebbero comunque poter portare in detrazione le relative spese. L’obbligo potrebbe riguardare le costruzioni realizzate prima del 1974, anno in cui è stata pubblicata la Legge 64/1974, recante particolari prescrizioni per le zone sismiche. 

I prezzi dovrebbero essere calmierati. I costi per lo Stato, sottolinea Finco, sarebbero comunque inferiori a quelli per il recupero ex post e la ricostruzione e si potrebbero ottenere Fondi europei, senza considerare le ripercussioni positive in termini di occupazione.
 

Norme Tecniche per le Costruzioni

L’ultimo punto sollecitato da Finco è che sia “finalmente” licenziato l’adeguamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, che non ha ancora visto la luce. 

Finco ha scritto al Presidente del Consiglio per dare la propria disponibilità a partecipare al progetto “Casa Italia” allegando una bozza di progetto “Per un’Italia più bella e più sicura”. Si tratta di una proposta sulla messa in sicurezza del territorio e la relativa manutenzione (inclusi i beni culturali). La proposta di Finco ipotizza una “due diligence” del costruito per rilevare lo stato di sicurezza sismico dei fabbricati.
 
“Occorre rimboccarsi le maniche – ha concluso Finco - senza cedere a demagogismi inadeguati, come quello che vedrebbe la riforma degli appalti come ritardante la ricostruzione, riforma che anzi può e deve costituire un’occasione per mettere fuori mercato le imprese poco serie”.
 
© Riproduzione riservata

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